21 Settembre 2026, lunedì
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Governo sotto attacco: tra polemiche su giustizia e caro-vita, l’opposizione accusa “propaganda e silenzi”

Dalle chat sul caso Delmastro al caro carburanti, le opposizioni incalzano l’esecutivo: “Serve trasparenza, non distrazioni mediatiche”

La pressione politica sull’esecutivo torna a salire, stretta tra le polemiche sul caso Delmastro e le crescenti difficoltà economiche delle famiglie italiane. Dal Movimento 5 Stelle al Partito Democratico, le opposizioni convergono su un’accusa comune: il governo sarebbe più impegnato nella gestione della comunicazione e nella propaganda che nell’affrontare i nodi strutturali del Paese.

A riaccendere il fronte giudiziario è Chiara Appendino (M5S), che punta il dito contro la maggioranza sulla vicenda delle chat del sottosegretario Andrea Delmastro. “La Procura le ritiene essenziali per fare luce sugli affari del clan camorristico Senese, ma si continua ad alzare muri”, denuncia la deputata, parlando apertamente di una destra “schierata dalla parte sbagliata: con le mafie”. La richiesta è netta: consegna immediata delle conversazioni e nessuna copertura politica. “La verità non si nasconde”, insiste Appendino, rivendicando la necessità di piena trasparenza.

Sul fronte economico, il Partito Democratico attacca invece quella che definisce una strategia di distrazione di massa. Antonio Misiani accusa il governo di inseguire “affannosamente” polemiche mediatiche, come il caso Vannacci e la vicenda di Ceuta, mentre il costo della vita continua a crescere. I numeri, sottolinea, parlano chiaro: il gasolio ha superato i 2 euro al litro sia sulla rete ordinaria sia in autostrada, con aumenti che incidono direttamente sulle famiglie. “Oltre 20 euro in più per un pieno rispetto a un anno fa”, evidenzia, criticando le misure adottate dall’esecutivo come insufficienti e temporanee.

Lo sconto sulle accise, infatti, viene bollato come “un pannicello caldo”: una riduzione parziale già dimezzata nei fatti e destinata a scadere a breve, senza una strategia strutturale di politica energetica. Nel frattempo, avverte Misiani, l’inflazione torna a colpire i beni essenziali e i salari non riescono a tenere il passo, con un’erosione del potere d’acquisto certificata anche dai dati ISTAT.

Sulla stessa linea Alfredo D’Attorre, che parla di una deriva comunicativa del governo, accusato di inseguire temi divisivi mentre il Paese affronta problemi concreti. “Non è normale doversi vergognare dei comportamenti del proprio governo”, afferma, riferendosi alla gestione della vicenda di Ceuta e alla linea adottata dalla presidente del Consiglio. Secondo l’esponente dem, l’attenzione su emergenze lontane servirebbe a coprire l’assenza di risposte sul caro-vita.

Ancora più diretto Alessandro Zan, che sintetizza l’attacco in una contrapposizione netta: “Mentre il governo insegue la propaganda, gli italiani inseguono prezzi sempre più alti”. Il caro carburanti diventa così il simbolo di una difficoltà più ampia, quella di un Paese lasciato solo ad affrontare un aumento generalizzato del costo della vita.

Il quadro che emerge è quello di uno scontro politico sempre più polarizzato: da un lato le opposizioni che denunciano mancanza di trasparenza e inefficacia economica, dall’altro un governo accusato di privilegiare la narrazione rispetto alle soluzioni. Sullo sfondo, restano le preoccupazioni degli italiani, alle prese con bollette, carburanti e salari che non tengono il passo dell’inflazione.

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