Dopo oltre quattro anni trascorsi in carcere in Kenya, Paolo Camellini torna finalmente libero. Il 53enne originario di Mantova è stato assolto in via definitiva dalla Corte d’Appello di Kisumu, che ha disposto la sua immediata scarcerazione, attesa già nelle prossime ore.
Camellini era detenuto dal febbraio 2022 con l’accusa di abusi sessuali su un bambino di tre anni, figlio della sua ex compagna, una donna keniota con cui viveva nella città di Kisumu. In primo grado era stato condannato all’ergastolo, pena successivamente ridotta a 30 anni, prima che l’iter giudiziario giungesse oggi alla sua conclusione con una piena assoluzione.
A darne notizia all’ANSA è stato il suo legale, l’avvocato Alex Rienye, sottolineando come la decisione della Corte metta definitivamente la parola fine a una vicenda complessa e controversa, caratterizzata fin dall’inizio da lacune investigative e discordanze nelle ricostruzioni.
Camellini si è sempre dichiarato innocente. Durante gli anni di detenzione, la sua famiglia in Italia non ha mai fatto mancare il proprio sostegno, recandosi più volte in Kenya per fargli visita. Anche l’Ambasciata d’Italia ha seguito costantemente il caso, mantenendo contatti sia con i familiari sia con il collegio difensivo.
Il messaggio di solidarietà
Alla notizia della scarcerazione, numerosi sono stati i messaggi di vicinanza. Tra questi quello dell’associazione “Insieme per Goito”, che sui social ha espresso “profonda emozione” per un epilogo atteso a lungo:
«La scarcerazione di Paolo rappresenta un momento accolto con grande partecipazione. A lui e ai suoi familiari va il nostro più sincero abbraccio, con l’augurio che possa finalmente ritrovare serenità dopo un percorso così lungo e difficile».
L’associazione ha inoltre voluto ringraziare quanti, in questi anni, si sono mobilitati a sostegno di Camellini: familiari, amici, legali e istituzioni, ma anche chi ha operato lontano dai riflettori.
«Questa vicenda ci ricorda che nessuno, da solo, cambia il corso degli eventi. Ma quando tante persone contribuiscono con impegno e determinazione, anche ciò che sembrava impossibile può diventare realtà».
Con l’assoluzione definitiva si chiude dunque un caso giudiziario che ha sollevato interrogativi e acceso l’attenzione dell’opinione pubblica, restituendo libertà a un uomo che per anni ha proclamato la propria innocenza.
