L’Italia è nuovamente nella morsa del caldo estremo, con i termometri che in diverse città superano i 40 gradi e condizioni climatiche sempre più critiche. Ma non è solo il caldo a preoccupare: la siccità continua a mettere in ginocchio il Paese, con il fiume Po che registra livelli allarmanti. A questo scenario già complesso si aggiunge l’“effetto afa”: l’elevata umidità farà impennare le temperature percepite, aggravando ulteriormente il disagio per la popolazione.
La quarta ondata di calore di origine africana non accenna a diminuire e amplia la mappa delle città in stato di massima allerta. Il Ministero della Salute segnala infatti un aumento significativo dei centri urbani contrassegnati dal bollino rosso, indicatore di condizioni a rischio per la salute di tutta la popolazione, non solo delle fasce più vulnerabili.
Sabato: 19 città in allerta massima
Per sabato 1° agosto sono 19 le città italiane classificate con il livello più alto di allerta. Tra queste figurano Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Torino e Viterbo, insieme a grandi centri come Bologna, Brescia, Cagliari, Milano, Napoli, Pescara, Venezia e Verona. Un quadro diffuso che coinvolge l’intero territorio nazionale, da nord a sud.
Domenica: escalation a 23 città
La situazione è destinata a peggiorare ulteriormente nella giornata di domenica 2 agosto, quando le città in bollino rosso saliranno a 23 sulle 27 monitorate. Alle già numerose località si aggiungeranno anche Catania, Genova, Palermo e Trieste, segno di un’ondata di calore sempre più pervasiva.
Resteranno in allerta arancione — livello immediatamente inferiore ma comunque critico — Ancona, Bari e Messina, mentre Reggio Calabria sarà l’unica città a mantenere il bollino giallo, indicativo di una situazione relativamente meno grave ma comunque da monitorare.
In questo contesto, l’Italia si trova a fronteggiare non solo un’emergenza climatica temporanea, ma un segnale sempre più evidente di condizioni meteorologiche estreme e persistenti, con impatti concreti sulla salute pubblica, sulle risorse idriche e sull’equilibrio ambientale.
