2 Agosto 2026, domenica
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Val di Susa, stretta del prefetto sui No Tav: stop a campeggi, passamontagna e cortei a piedi

Dopo gli scontri del weekend, tre ordinanze urgenti ridisegnano la gestione dell’ordine pubblico: attivisti fermati a Venaus, presidiate le aree sensibili attorno ai cantieri

Una triplice stretta per contenere tensioni e prevenire nuove criticità. In Val di Susa il prefetto di Torino, Donato Cafagna, interviene con tre ordinanze urgenti che introducono limitazioni significative alle iniziative del movimento No Tav, dopo gli scontri e gli episodi di violenza registrati lo scorso fine settimana tra l’autostrada e il cantiere di Chiomonte.

Il provvedimento più immediato riguarda il divieto di “campeggio libero” su tutto il territorio dei comuni di Susa e Bussoleno, in vigore dalla mezzanotte di giovedì 30 luglio fino alle 7 di lunedì 3 agosto. Una misura che di fatto blocca l’iniziativa di campeggio annunciata da alcuni attivisti contrari alla linea ad alta velocità Torino-Lione, organizzata anche con la partecipazione di esponenti dell’ex centro sociale torinese Askatasuna, recentemente sgomberato.

Accanto allo stop ai campeggi, il prefetto ha disposto altre due ordinanze: il divieto di circolare con il volto coperto nei comuni della valle e il divieto di accesso a piedi, in forma di gruppo, in alcune aree considerate strategiche per la vicinanza ai cantieri Tav. L’obiettivo dichiarato è quello di prevenire situazioni di rischio in contesti già caratterizzati da elevata tensione.

Nel frattempo, le forze dell’ordine hanno rafforzato il presidio del territorio. A Venaus, località simbolo della mobilitazione No Tav, diversi attivisti che stavano affluendo sono stati fermati e respinti. “Si tratta di un luogo troppo evocativo, alla luce di quanto accaduto nei giorni scorsi”, avrebbero spiegato gli agenti tramite altoparlante. L’area è ora controllata da reparti antisommossa, mentre i manifestanti, pur stazionando nei dintorni, non sembrano intenzionati a disperdersi.

Il movimento si è nel frattempo spostato da Susa, dove era stato programmato un presidio poi vietato dalle autorità. Anche qui, la presenza delle forze dell’ordine è massiccia: il sito di Traduerivi, individuato per il campeggio, risulta al momento privo di attivisti ed è presidiato da unità del reparto mobile e mezzi della polizia.

Particolarmente rilevante è il carattere d’urgenza con cui sono state adottate le ordinanze. Come precisato dallo stesso Cafagna, in condizioni ordinarie sarebbe prevista una comunicazione preventiva per misure di questo tipo. Tuttavia, la concomitanza temporale con l’avvio dell’iniziativa No Tav e la necessità di garantire sicurezza e ordine pubblico hanno imposto una deroga procedurale.

La Val di Susa torna così al centro di una gestione straordinaria della sicurezza, in un equilibrio delicato tra diritto alla manifestazione e tutela dell’ordine pubblico, mentre il confronto sulla Torino-Lione continua a rappresentare uno dei fronti più sensibili del dibattito infrastrutturale nazionale.

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