6 Novembre 2026, venerdì
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Florida, due esecuzioni in sei ore: svolta storica nella macchina della pena capitale

Per la prima volta in oltre sessant’anni, lo Stato realizza due condanne a morte nello stesso giorno. Sullo sfondo, l’accelerazione impressa dall’amministrazione DeSantis e un dibattito sempre più acceso.

Per la prima volta da oltre sessant’anni, la Florida ha eseguito due condanne a morte nell’arco di appena sei ore, segnando un passaggio destinato a riaccendere il confronto sulla pena capitale negli Stati Uniti. Nella giornata del 28 luglio, James Aren Duckett, 68 anni, è stato giustiziato alle 12 ora locale, seguito alle 18 da Dominick Anthony Occhicone, 80 anni. Entrambi sono stati sottoposti a iniezione letale, il protocollo standard che prevede la somministrazione di un sedativo, un agente paralizzante e una sostanza in grado di arrestare il cuore.

I due casi affondano le radici in vicende criminali risalenti agli anni Ottanta. Duckett, ex agente di polizia, aveva trascorso oltre trent’anni nel braccio della morte dopo essere stato riconosciuto colpevole dello stupro e dell’omicidio di una bambina di undici anni nel 1987. I tentativi di revisione del processo, sostenuti anche da nuove analisi del DNA, non sono stati ritenuti sufficienti dalla Corte per ribaltare la condanna. Occhicone, invece, era stato condannato per il duplice omicidio dei genitori della sua ex fidanzata, avvenuto nel 1986, al culmine di una vicenda personale segnata dal rifiuto e dalla violenza. Anche lui ha trascorso decenni nel braccio della morte prima dell’esecuzione.

L’evento non è isolato, ma si inserisce in un contesto politico e giudiziario ben preciso. Negli ultimi diciotto mesi, la Florida ha accelerato significativamente il ritmo delle esecuzioni, diventando lo Stato più attivo in materia di pena capitale negli Stati Uniti. Questa svolta è legata alle scelte del governatore repubblicano Ron DeSantis, che ha autorizzato un numero record di esecuzioni: ben 19 nel solo 2025, il dato più alto dalla reintroduzione della pena di morte nel 1976. Il precedente primato, risalente al 2014, si fermava a otto.

Con le due esecuzioni del 28 luglio, il totale degli ultimi due anni di mandato di DeSantis sale a 31, un dato che contrasta nettamente con le nove esecuzioni registrate nei suoi primi sei anni in carica. E il trend sembra destinato a proseguire: un’ulteriore esecuzione è già programmata per agosto, lasciando prevedere un 2026 altrettanto intenso sul fronte della pena capitale.

Duckett e Occhicone rappresentano l’undicesimo e il dodicesimo caso di esecuzione in Florida dall’inizio dell’anno. Un ritmo che riporta alla memoria precedenti rari ma significativi: nel 2017 l’Arkansas eseguì due condanne nello stesso giorno a distanza di tre ore, mentre il Texas fece lo stesso nel 2000, anno in cui registrò il picco di 40 esecuzioni.

La doppia esecuzione in Florida non è soltanto un fatto statistico, ma un segnale politico e culturale. In un Paese dove la pena di morte resta un tema divisivo, la scelta di accelerarne l’applicazione pone interrogativi profondi sul sistema giudiziario, sull’equilibrio tra giustizia e diritti e sul ruolo delle istituzioni nel definire i confini della punizione.

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