3 Ottobre 2026, sabato
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Truffe agli anziani, catturato a Viareggio il “telefonista” delle estorsioni: 42 colpi e oltre 300mila euro sottratti

Dopo oltre un anno di latitanza, arrestato in Versilia un 27enne ritenuto figura chiave di una rete criminale attiva tra Lazio, Toscana e Campania. Determinante un’indagine ad ampio raggio dei Carabinieri.

Si è conclusa nel cuore di Viareggio la lunga latitanza di un ventisettenne di origini napoletane, gravemente indiziato di aver orchestrato ben 42 episodi di estorsione e truffa aggravata ai danni di persone anziane in diverse città italiane. Sull’uomo pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica – Dipartimento Criminalità Diffusa e Grave e condotta dai Carabinieri della Stazione Roma Porta Portese.

Dichiarato latitante nel giugno 2025, il 27enne è stato rintracciato al termine di una complessa attività investigativa. Il suo arresto è avvenuto in maniera quasi fortuita: mentre passeggiava con i familiari in Viale Regina Margherita, a Viareggio, alla vista di una pattuglia della Polizia di Stato ha tentato una fuga improvvisa verso il molo. Un comportamento che ha immediatamente insospettito gli agenti, i quali lo hanno inseguito e bloccato. Messo alle strette, l’uomo ha ammesso di essere ricercato.

Nonostante un iniziale tentativo di depistaggio attraverso false generalità, gli accertamenti hanno rapidamente confermato la sua identità. Il 27enne è stato quindi condotto presso la Casa Circondariale di Lucca, in esecuzione del provvedimento restrittivo.

L’inchiesta trae origine all’inizio del 2023, dopo la denuncia presentata da un’anziana di 81 anni presso la Stazione dei Carabinieri di Ostia Antica. La donna era stata vittima della nota truffa del “finto nipote” e del “finto operatore postale”, raggirata e costretta a consegnare 14.000 euro in contanti e 200 grammi d’oro sotto la minaccia di conseguenze giudiziarie per la figlia.

Da quel primo episodio, le indagini si sono sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche, analisi dei tabulati, esame di sistemi di videosorveglianza e servizi mirati sul territorio. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire una rete ben strutturata, individuando nel ventisettenne il ruolo centrale di “telefonista”. Era lui, infatti, a selezionare le vittime consultando vecchi elenchi telefonici cartacei e a contattarle simulando emergenze gravi, finti arresti o procedimenti penali imminenti a carico di familiari, inducendole così a consegnare denaro e preziosi.

Le vittime, di età compresa tra i 54 e i 96 anni, sono state colpite in numerosi centri tra Lazio, Toscana e Campania, tra cui Roma, Monterotondo, Albinia, Salerno, Cava de’ Tirreni, Bagnaia, Meta di Sorrento, Aversa, Portici, Castellammare di Stabia, Qualiano e San Felice a Cancello. Il volume complessivo delle somme sottratte supera i 300.000 euro tra contanti, gioielli e oggetti in oro.

Nel corso della prima fase investigativa, tre complici erano già stati arrestati in flagranza mentre ritiravano il denaro presso le abitazioni delle vittime. Contestualmente, durante una perquisizione nell’abitazione del 27enne a Napoli, erano stati sequestrati elenchi telefonici, dispositivi mobili, 10.000 euro in contanti e orologi di pregio.

Dopo l’emissione della misura cautelare, l’indagato si era reso irreperibile, dando avvio a una latitanza protrattasi per oltre un anno. In questo periodo, insieme al proprio nucleo familiare, aveva adottato sofisticate strategie di elusione, tra cui il continuo cambio di abitazioni, utenze telefoniche, profili social e conti correnti.

Per rintracciarlo, i Carabinieri hanno messo in campo un’articolata strategia investigativa, combinando analisi informatiche e finanziarie con il supporto dei principali operatori tecnologici e piattaforme digitali. Fondamentale anche la collaborazione sul territorio dei militari di Napoli, con l’installazione di sistemi di videosorveglianza e attività tradizionali di controllo, pedinamento e perquisizione, fino all’individuazione definitiva in Versilia.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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