14 Luglio 2026, martedì
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Femminicidio a Loreto, 33enne uccisa a coltellate dall’ex compagno: l’uomo confessa

Il delitto in un’abitazione di via Bramante. A dare l’allarme i vicini, dopo aver visto l’uomo vagare in strada con i vestiti insanguinati. Indagini in corso sul movente, possibile movente legato alla gestione del figlio

Un nuovo femminicidio scuote le Marche. A Loreto, in provincia di Ancona, una donna di 33 anni, Luigia Fortunato, è stata uccisa a coltellate nella sua abitazione al culmine di una lite con l’ex compagno, Sami Khemaies, tunisino di 39 anni. L’uomo, poche ore dopo il delitto, si è presentato spontaneamente alla caserma dei Carabinieri di Porto Recanati, confessando l’omicidio.

La tragedia si è consumata nella serata di giovedì in un appartamento di via Bramante. Secondo una prima ricostruzione, tra i due sarebbe scoppiato un violento litigio, durante il quale il 39enne avrebbe colpito la donna con diversi fendenti, lasciandola senza vita sul pavimento del corridoio. Quando i militari sono intervenuti, allertati dalla confessione dell’uomo, hanno trovato il corpo della vittima in posizione supina, segnato da numerose ferite da arma da taglio.

A far scattare l’allarme, tuttavia, erano stati già alcuni residenti della zona, insospettiti dal comportamento dell’uomo, visto aggirarsi in strada in stato confusionale e con abiti macchiati di sangue, mentre dichiarava di aver ucciso la ex compagna.

Luigia Fortunato, originaria di Cerignola, viveva da anni a Loreto, dove lavorava come cameriera. La relazione con Khemaies era terminata da tempo, ma i due avevano un figlio di sette anni, che al momento dell’omicidio si trovava con la nonna materna. Proprio la gestione del bambino potrebbe aver rappresentato uno dei motivi di tensione tra i due, anche se il movente resta ancora al vaglio degli inquirenti.

Nella notte, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Osimo e Porto Recanati hanno formalizzato il fermo dell’uomo con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero di Ancona Rosario Lioniello, proseguono per chiarire nel dettaglio la dinamica e le cause del delitto.

Sul luogo del crimine sono intervenuti anche i militari della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo di Ancona, impegnati nei rilievi tecnici. La salma della vittima è stata trasferita all’ospedale regionale di Torrette per gli accertamenti medico-legali.

L’uomo si trova ora detenuto nel carcere di Ancona Montacuto, mentre la comunità locale resta scossa da un episodio che riaccende i riflettori sulla piaga della violenza di genere.

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