2 Luglio 2026, giovedì
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Egitto, caso Guerra: la madre italiana portata in commissariato nel cuore della notte

Alta tensione al Cairo per l’affidamento della figlia. Roma attiva ai massimi livelli: “Servono garanzie immediate”

È stata prelevata all’alba, insieme alla figlia di tre anni, e condotta in una stazione di polizia del Cairo. Si riaccende con toni drammatici la vicenda di Nessy Guerra, cittadina italiana da mesi al centro di una complessa e delicata disputa legale con l’ex marito egiziano per l’affidamento della minore. Un caso che, nelle ultime ore, ha assunto una dimensione politica e diplomatica, con il Governo italiano impegnato a seguire la situazione “ai massimi livelli”.

Secondo quanto ricostruito, la donna sarebbe stata accompagnata in commissariato nelle prime ore del mattino in esecuzione di un provvedimento disposto da un giudice egiziano. Alla base dell’ordine vi sarebbe la volontà di consentire un incontro tra la bambina e il padre, Tamer Hamouda, figura centrale e controversa dell’intera vicenda.

Immediata la mobilitazione delle autorità italiane: l’ambasciatore al Cairo, Agostino Palese, e la console Giulia De Nardis hanno raggiunto Guerra presso la stazione di polizia, confermando un monitoraggio costante del caso. La Farnesina, in contatto diretto con le autorità egiziane, ha chiesto chiarimenti e garanzie sulla sicurezza della connazionale e della minore.

Un contenzioso senza soluzione

Il nodo dell’affidamento resta il cuore del contenzioso tra i due ex coniugi, che da tempo si confrontano in sedi giudiziarie diverse, tra Italia ed Egitto, senza che sia stato ancora definito un quadro chiaro e definitivo sui diritti di custodia e visita. Proprio questo elemento alimenta le preoccupazioni della difesa della donna.

“L’ordine della procura non può essere eseguito – ha dichiarato l’avvocata Agata Armanetti – perché non esiste alcuna sentenza che disciplini né l’affido né il diritto di visita del padre”. Il timore espresso dalla legale è che la convocazione possa nascondere finalità ulteriori: “Temiamo che si tratti di un escamotage per procedere all’arresto di Nessy Guerra”.

Le ombre sull’ex marito

A rendere ancora più delicato il quadro è il profilo dell’ex marito, Tamer Hamouda, già condannato in Italia per diversi reati. L’uomo era stato recentemente arrestato anche in Egitto, salvo poi essere rimesso in libertà su cauzione nell’ambito di un’indagine legata a presunte minacce nei confronti del console italiano a Hurghada.

Circostanze che, secondo la difesa della donna, renderebbero incompatibile qualsiasi contatto diretto con la minore. “È inaccettabile – incalza Armanetti – che a un soggetto pluripregiudicato venga consentito di vedere la figlia, mentre una donna che si dichiara vittima di violenza viene trattata in questo modo”.

Il nodo dei diritti e la pressione diplomatica

La vicenda solleva interrogativi che vanno oltre il singolo caso, toccando il terreno dei diritti umani e delle tutele internazionali. “Dove finisce la Convenzione di Istanbul sulla violenza di genere?”, si chiede la legale, evocando uno scenario in cui le garanzie per le vittime appaiono fragili e incerte.

Intanto, mentre Nessy Guerra resta in attesa all’interno della struttura di polizia, la diplomazia italiana continua a lavorare per evitare un’escalation e ottenere risposte concrete. Il caso si conferma uno dei più delicati contenziosi internazionali recenti in materia di diritto di famiglia, con implicazioni che intrecciano giustizia, politica e tutela dei diritti fondamentali.

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