24 Ottobre 2026, sabato
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Strage familiare a Camaiore, il padre confessa: «Mio figlio era violento, ho sparato a lui e a mia moglie»

Il racconto del 63enne davanti al pm: tensioni per denaro, paura e un equilibrio domestico ormai spezzato. Uccisi con un fucile da caccia la moglie e il figlio 24enne

Una tragedia consumata tra le mura domestiche, al culmine di una convivenza divenuta insostenibile. È il quadro che emerge dalle parole di Piero Moriconi, 63 anni, reo confesso del duplice omicidio della moglie Kety Andreoni, 52 anni, e del figlio Mirko, 24, avvenuto a Camaiore, in provincia di Lucca.

Davanti al pubblico ministero Elena Leone, l’uomo ha delineato una quotidianità segnata da tensioni crescenti, paura e conflitti mai risolti. «Mio figlio era violento, mi minacciava e chiedeva continuamente soldi», ha dichiarato durante l’interrogatorio. Una pressione che, secondo il suo racconto, avrebbe raggiunto il punto di rottura nel corso di un litigio degenerato in violenza estrema. «Abbiamo discusso e ho sparato», ha ammesso, ricostruendo i momenti che hanno preceduto il duplice omicidio.

Moriconi, assistito dall’avvocato Giacomo Fabbri, ha descritto il figlio come una persona “ingestibile”, alle prese – a suo dire – con problemi di tossicodipendenza e abuso di alcol. Un contesto familiare già fragile, ulteriormente aggravato da tensioni economiche e personali. «Ero costretto a nascondere i soldi in casa», ha spiegato, aggiungendo che la moglie stava valutando l’ipotesi di lasciare l’abitazione. «Voleva andarsene e lasciarmi solo con lui».

Nel corso dell’interrogatorio, il 63enne ha inoltre affrontato il tema dell’omosessualità del figlio, sostenendo di essere stato «solo preoccupato», senza tuttavia indicare questo aspetto come causa diretta del gesto.

La ricostruzione degli inquirenti conferma che i due omicidi sono avvenuti all’interno dell’abitazione di famiglia, dove l’uomo ha utilizzato un fucile da caccia. I soccorsi, giunti rapidamente sul posto con ambulanze ed elisoccorso dopo l’allarme lanciato dai vicini, non hanno potuto fare nulla: madre e figlio erano già morti.

Carabinieri e polizia hanno fermato Moriconi all’interno della casa, dove si trovava ancora al loro arrivo. Ora l’indagine punta a chiarire nel dettaglio la dinamica dei fatti e a verificare la coerenza del racconto fornito dall’uomo, mentre la comunità locale resta sotto shock per una vicenda che riporta al centro il tema, drammatico e complesso, della violenza che si consuma in ambito familiare.

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