9 Agosto 2026, domenica
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Sorelle scomparse, svolta nell’inchiesta: tre arresti per sequestro di persona

Blitz a Formia dopo due settimane di ricerche: fermati la madre, il compagno e il nonno. Le ragazze trovate in buone condizioni. Il padre: «Ora si riparte da zero»

Una svolta decisiva, dopo giorni di angoscia e ricerche serrate, segna il caso delle due sorelle scomparse dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena, in Abruzzo. Nelle ultime ore la Procura della Repubblica di Sulmona ha disposto il fermo di tre persone con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso: si tratta della madre delle ragazze, Valentina Dacunto, del suo compagno Vincenzo Esposito e del padre della donna, Marco Dacunto, nonno delle giovani.

Il provvedimento è scattato al termine di un lungo interrogatorio notturno negli uffici della Procura, guidata da Luciano D’Angelo. Subito dopo, per i tre si sono aperte le porte del carcere: la donna è stata trasferita a Teramo, mentre gli altri due indagati si trovano reclusi a Sulmona. Entro 48 ore il giudice dovrà pronunciarsi sulla convalida del fermo, mentre la difesa avrà la possibilità di articolare le proprie strategie.

Le indagini, tuttavia, non si fermano. Gli investigatori stanno verificando eventuali ulteriori responsabilità e il possibile coinvolgimento di altre persone nella vicenda, che presenta ancora diversi punti da chiarire.

Le due sorelle, Sarah e Alisya, erano scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla struttura protetta che le ospitava. Il loro ritrovamento è avvenuto nella serata di domenica 21 giugno a Formia, in provincia di Latina, al termine di un’operazione congiunta dei carabinieri dei comandi provinciali dell’Aquila e di Latina, con il supporto dei reparti speciali.

Le ragazze si trovavano nell’abitazione di una lontana parente della madre, un’anziana di circa ottant’anni, ora indagata a piede libero. Il blitz è stato coordinato direttamente dal procuratore capo di Sulmona, presente sul posto durante le fasi operative.

Nel quartiere popolare di Rio Fresco, dove è avvenuto il ritrovamento, decine di persone si sono radunate all’esterno del condominio. Quando le due giovani sono state portate fuori, la folla ha accolto la scena con un lungo e commosso applauso, rivolto anche ai militari impegnati nell’operazione.

Le ragazze sono state trovate in buone condizioni di salute e nelle prossime ore verranno trasferite in una nuova struttura protetta nel Lazio, dove inizierà per loro un percorso di recupero e tutela.

Grande l’emozione anche da parte del padre, Stefano Di Giacinto, che alla notizia del ritrovamento ha accusato un malore ed è stato trasportato in ospedale. Sui social ha poi affidato a un messaggio carico di sollievo e speranza il suo stato d’animo: «Sono sane e salve dopo due settimane terribili. Non ho mai smesso di sperare. Ora inizia una nuova vita, si riparte da zero».

Parole che raccontano una lunga battaglia personale: «Dieci anni di lotte con un lieto fine. Date tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro. Papà c’è».

Colpisce, in controluce, anche la posizione della madre, che – secondo quanto riferito dal suo legale nelle ore precedenti al ritrovamento – si era convinta del peggio: «È impossibile che, se fossero vive, non abbiano trovato il modo di tornare da me», avrebbe dichiarato.

Una vicenda complessa, dai contorni ancora in via di definizione, che intreccia dinamiche familiari, fragilità e responsabilità penali. Mentre la giustizia fa il suo corso, resta ora la priorità più delicata: restituire alle due ragazze una quotidianità sicura e un futuro finalmente libero da paura e incertezze.

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