3 Agosto 2026, lunedì
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Videocamere violate e chat sessiste: bufera su Atm, scatta l’inchiesta penale

Indagato per accesso abusivo ai sistemi informatici. Perquisizioni in corso. L’azienda apre un’indagine interna, Sala: “Responsabili fuori definitivamente”

Un’indagine penale, le prime perquisizioni e almeno un indagato: si allarga e assume contorni sempre più gravi il caso della chat interna con contenuti sessisti che coinvolgerebbe alcuni dipendenti di Atm, l’azienda del trasporto pubblico milanese. Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Milano guidata da Marcello Viola e condotta dalla Polizia locale, c’è l’ipotesi di accesso abusivo a sistema informatico, reato che apre scenari ben più ampi rispetto a una semplice violazione disciplinare.

Secondo quanto emerso, nella chat — ospitata su WhatsApp — circolerebbero immagini di donne riprese dalle telecamere di sorveglianza installate su tram e altri mezzi pubblici. Fotogrammi estratti senza autorizzazione, che ritrarrebbero passeggeri inconsapevoli, accompagnati da commenti a sfondo sessista e denigratorio. Un utilizzo distorto e illecito di strumenti pensati esclusivamente per la sicurezza, ora al centro di verifiche tecniche e investigative.

A far emergere il caso è stata la denuncia pubblica di una passeggera sui social, che ha innescato una reazione a catena. Atm ha dichiarato di essersi attivata immediatamente, avviando un’indagine interna per accertare eventuali responsabilità e verificare il corretto utilizzo dei sistemi aziendali. “L’azienda si è prontamente attivata con la massima attenzione — si legge in una nota — per tutelare i clienti e le migliaia di dipendenti che operano correttamente”.

Sul piano giudiziario, però, la vicenda ha già superato la dimensione interna. Gli investigatori stanno eseguendo perquisizioni per acquisire dispositivi elettronici e ricostruire la rete di condivisione delle immagini, con l’obiettivo di individuare tutti i soggetti coinvolti e chiarire eventuali falle nei sistemi di sicurezza.

Netta la posizione del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha chiesto un intervento deciso: “Atm deve fare piena luce su quanto accaduto, ma deve anche agire. Se verranno individuati dei responsabili, non dovranno più essere messi nelle condizioni di nuocere”.

Il caso solleva interrogativi rilevanti non solo sul piano etico e disciplinare, ma anche su quello della tutela della privacy e della sicurezza dei dati. L’eventuale accesso improprio alle immagini delle telecamere apre infatti una questione più ampia: chi controlla i controllori e quali garanzie esistono per impedire abusi di questo tipo?

Nei prossimi giorni l’inchiesta potrebbe allargarsi, mentre Atm è chiamata a dimostrare non solo la propria estraneità ai comportamenti contestati, ma anche l’efficacia dei sistemi di vigilanza interna. In gioco non c’è soltanto la reputazione dell’azienda, ma la fiducia quotidiana di milioni di passeggeri.

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