6 Ottobre 2026, martedì
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Rimpatri volontari assistiti, via libera definitivo della Camera: compensi legati all’esito delle procedure

Corretta la norma sugli onorari legali: il contributo non sarà automatico ma riconosciuto solo a procedura conclusa

Via libera definitivo della Camera al decreto sui rimpatri volontari assistiti. Il provvedimento è stato approvato con 147 voti favorevoli, 93 contrari e 3 astenuti, segnando un passaggio rilevante nella gestione delle politiche migratorie e delle procedure di rientro nei Paesi d’origine.

Il testo licenziato dall’Aula introduce una modifica sostanziale rispetto all’impostazione iniziale emersa durante l’iter del cosiddetto decreto sicurezza. In particolare, viene superata la previsione – proposta dal centrodestra – di un contributo fisso pari a 615 euro destinato agli avvocati, tramite il Consiglio nazionale forense, per l’assistenza nelle pratiche di rimpatrio e per il completamento dell’effettivo rientro.

La versione definitiva della norma ridefinisce invece i criteri di riconoscimento del compenso, ancorandolo non più a un meccanismo automatico ma all’esito del procedimento. Il beneficio economico sarà infatti riconosciuto al rappresentante munito di mandato che abbia assistito il cittadino straniero nella presentazione della domanda di adesione a un programma di rimpatrio volontario assistito, ma solo al termine dell’intero iter.

Una scelta che, nelle intenzioni del legislatore, punta a rafforzare l’efficacia delle procedure e a legare l’erogazione delle risorse pubbliche al completamento concreto dei percorsi di rientro. Allo stesso tempo, il correttivo introduce un elemento di responsabilizzazione per i soggetti coinvolti nell’assistenza legale, evitando compensi sganciati dall’effettiva conclusione delle pratiche.

Il provvedimento si inserisce in un quadro più ampio di revisione degli strumenti di gestione dei flussi migratori, in cui il rimpatrio volontario assistito viene considerato una leva alternativa – e meno conflittuale – rispetto ai rimpatri forzati, con l’obiettivo di favorire percorsi sostenibili e condivisi di ritorno nei Paesi di origine.

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