3 Ottobre 2026, sabato
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Europa, laboratorio di pensiero: Fagioli omaggia Antiseri e Morin al Parlamento europeo di Roma

Nella Sala Europa la presentazione del nuovo libro del filosofo italiano diventa un manifesto culturale tra eredità intellettuali, identità europea e sfide della modernità

Non è stata una semplice presentazione editoriale, ma un vero e proprio esercizio di riflessione civile e culturale quella andata in scena nella Sala Europa del Parlamento Europeo di Roma, in Piazza Venezia, dove il filosofo Simone Fagioli ha introdotto il suo ultimo lavoro, Bene, bello, giusto e persona: una via neo moderna attraverso le opere di Aristotele, Camus, Rales e Ricoeur (Armando Editore).

Un appuntamento che ha subito assunto i contorni di un confronto ampio sul destino dell’Europa, chiamata oggi più che mai a ridefinire la propria identità non solo sul piano politico, ma soprattutto su quello culturale. Al centro dell’intervento di Fagioli, infatti, non si è collocata esclusivamente l’architettura teorica del volume — una proposta di sintesi “neo moderna” che rilegge i cardini della filosofia occidentale — bensì un tributo intenso e partecipato a due giganti del pensiero europeo recentemente scomparsi: Dario Antiseri ed Edgar Morin.

Due figure diverse per formazione e prospettiva, ma accomunate da una visione dell’Europa come spazio di libertà critica e dialogo. Antiseri, maestro del razionalismo critico, viene ricordato per la sua instancabile difesa del metodo argomentativo e del confronto aperto; Morin, teorico del pensiero complesso, per la capacità di interpretare la realtà nella sua trama di interconnessioni, superando le semplificazioni ideologiche.

Fagioli ne ha tracciato un profilo che va oltre il ricordo accademico, restituendo la portata politica e culturale del loro insegnamento: entrambi, ha sottolineato, hanno contribuito a costruire un’idea di Europa come progetto aperto, pluralista, capace di tenere insieme differenze e identità senza cedere alle derive semplificatrici del presente.

Questi riferimenti trovano eco nelle pagine del libro, dove la riflessione sul bene, sul bello e sul giusto si intreccia con una visione della persona intesa come nodo relazionale, chiamato a orientare il progresso tecnologico e sociale verso modelli più umani e responsabili. Una prospettiva che si propone come risposta alle sfide della contemporaneità, tra crisi dei valori, trasformazioni digitali e nuove forme di convivenza.

A suggellare il respiro internazionale dell’iniziativa, i ringraziamenti rivolti al Centro Diplomatico di Cultura dell’Ambasciata del Burundi in Italia, all’Università AUGE e al Rettore, il professor avvocato Giuseppe Catapano. Un passaggio che ha trovato ulteriore conferma nella presenza dell’Ambasciatore del Burundi in Italia, S.E. Ernest Ndabashinze, simbolo di un dialogo culturale che travalica i confini nazionali.

L’incontro si è così trasformato in un crocevia di pensiero, dove filosofia, istituzioni e diplomazia hanno condiviso un obiettivo comune: riaffermare il valore del pensiero critico come strumento essenziale per la costruzione civile e come ponte tra le molteplici anime dell’Europa contemporanea. Un richiamo, tutt’altro che retorico, alla responsabilità culturale di un continente chiamato a ritrovare, nella profondità delle idee, la propria direzione.

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