Un’esplosione improvvisa, nel cuore di uno dei principali scali del Mar Nero, riporta la Romania al centro delle tensioni legate al conflitto russo-ucraino. Nella mattinata di oggi, un drone navale è stato individuato all’interno del porto di Costanza, provocando l’immediata evacuazione dell’area e l’intervento delle autorità militari. Pochi minuti dopo, una deflagrazione ha scosso la zona. Il ministero della Difesa di Bucarest ha confermato l’accaduto, precisando che non si registrano vittime né feriti.
Secondo le prime ricostruzioni, il dispositivo era stato localizzato nei pressi di una banchina utilizzata dall’Agenzia romena per il salvataggio della vita umana in mare (Arsvom), struttura strategica per le operazioni di sicurezza e soccorso nel Mar Nero. Resta tuttavia incerta la dinamica dell’esplosione: non è ancora chiaro se il drone sia stato neutralizzato attraverso un intervento controllato degli artificieri oppure se sia esploso autonomamente, alimentando interrogativi sulla sua natura e sul livello di minaccia.
L’episodio si inserisce in un quadro già fortemente deteriorato. Solo pochi giorni fa, nella città orientale di Galați, un drone russo di tipo Geran-2 si era schiantato contro un edificio residenziale, provocando un incendio e il ferimento lieve di due persone. Un evento che aveva spinto il governo romeno a reagire con decisione, attribuendo la responsabilità a Mosca e adottando misure diplomatiche drastiche: la chiusura del Consolato generale russo di Costanza e l’espulsione del console.
Il nuovo incidente nel porto, infrastruttura chiave per i traffici commerciali e militari dell’area, rischia ora di aggravare ulteriormente le relazioni tra Bucarest e il Cremlino, già tese per le ripercussioni del conflitto in Ucraina lungo i confini orientali della Nato. La presenza di droni – marittimi e aerei – nelle acque e nei cieli del Mar Nero si conferma sempre più come uno degli elementi critici di una guerra che, pur combattuta altrove, continua a lambire pericolosamente i territori dell’Alleanza atlantica.
In attesa di chiarimenti ufficiali sulla provenienza del mezzo e sulle modalità dell’esplosione, le autorità romene mantengono alto il livello di allerta. E mentre il porto di Costanza torna progressivamente alla normalità operativa, resta sullo sfondo una domanda inquietante: quanto è vicino, ormai, il fronte della guerra?
