2 Agosto 2026, domenica
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Scossa profonda nel Tirreno, il Sud trema nella notte: magnitudo 6.2 al largo della Calabria

Epicentro in mare davanti ad Amantea a 250 km di profondità. Sisma avvertito in quattro regioni. Nessun danno segnalato, ma scatta il monitoraggio della Protezione civile

Una scossa potente ma “silenziosa” nei suoi effetti ha attraversato il cuore della notte del Mezzogiorno. Alle 00:12 un terremoto di magnitudo 6.2 è stato registrato nel Mar Tirreno, al largo della costa calabrese di Amantea, in provincia di Cosenza. Un evento sismico rilevante per energia sprigionata, ma caratterizzato da una profondità considerevole – circa 250 chilometri – che ne ha attenuato l’impatto al suolo.

Il sisma è stato chiaramente percepito in gran parte del Sud Italia: dalla Calabria alla Campania, dalla Basilicata alla Puglia, fino ad alcune aree della Sicilia. In molte città, soprattutto lungo la fascia tirrenica, la popolazione è stata svegliata dal movimento prolungato, spingendo numerosi cittadini a scendere in strada per precauzione o a contattare i numeri di emergenza per ricevere informazioni.

Nonostante la diffusione della percezione, al momento non si registrano danni a persone o cose. È questo l’elemento che emerge con maggiore chiarezza dalle verifiche avviate immediatamente dopo l’evento. La Protezione civile ha attivato il protocollo di monitoraggio e, intorno all’una, ha riunito l’Unità di crisi presieduta dal capo dipartimento Fabio Ciciliano, coinvolgendo le regioni meridionali, i vigili del fuoco e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).

Le comunicazioni arrivate dai territori confermano un quadro rassicurante: nessuna segnalazione di criticità strutturali o feriti. In Calabria, la sala operativa regionale ha contattato direttamente i sindaci dei centri più prossimi all’epicentro – tra cui Cetraro, Lamezia Terme e Amantea – ricevendo riscontri uniformi sull’assenza di danni. Analoga la situazione nel capoluogo bruzio, dove il sindaco Franz Caruso ha parlato di condizioni sotto controllo.

Il terremoto, tuttavia, ha avuto un’ampia “impronta percettiva”. In Campania è stato avvertito distintamente a Napoli e nei comuni dell’area vesuviana, come Portici, spingendosi fino al Salernitano. Segnalazioni anche dalla Puglia e dalla Basilicata, mentre in Sicilia il movimento è stato percepito soprattutto nelle zone più vicine allo Stretto.

Gli esperti spiegano che la profondità dell’ipocentro ha giocato un ruolo decisivo: eventi sismici così profondi tendono a propagarsi su distanze molto ampie, risultando avvertibili in territori vasti ma con minori conseguenze in superficie rispetto ai terremoti più superficiali.

Resta ora attivo il sistema di sorveglianza, con la Protezione civile che continuerà a monitorare l’evoluzione nelle prossime ore. Un controllo necessario, anche in assenza di criticità immediate, per garantire la sicurezza e verificare eventuali repliche, sebbene al momento non si segnalino sciami sismici significativi.

La notte appena trascorsa restituisce dunque l’immagine di un Sud scosso ma non ferito: un promemoria della costante attività geologica del territorio italiano, che impone attenzione, preparazione e tempestività nelle risposte istituzionali.

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