29 Giugno 2026, lunedì
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Sciopero generale, l’Italia rallenta: trasporti, scuola e sanità sotto pressione fino a stasera

Mobilitazione nazionale promossa dall’Usb: treni a rischio, servizi pubblici ridotti e possibili disagi diffusi. Garantite solo le prestazioni essenziali

Un lunedì ad alta tensione per la mobilità e i servizi pubblici italiani. Lo sciopero generale proclamato dall’Unione Sindacale di Base (Usb) sta attraversando l’intero Paese da Nord a Sud, con effetti tangibili su trasporti, sanità, scuola e pubblica amministrazione. L’agitazione, iniziata già nella serata di domenica 17 maggio, proseguirà fino alle ore 21 di oggi, lunedì 18, delineando una giornata complessa per milioni di cittadini.

Trasporti ferroviari: cancellazioni e corse ridotte

Il comparto ferroviario è tra i più colpiti. Il personale del gruppo Fs – insieme a Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord – ha aderito allo sciopero, con conseguenti cancellazioni e variazioni dei convogli. Anche Italo partecipa alla protesta, mentre resta escluso il trasporto aereo.

Come previsto nei giorni di agitazione, sono attive le fasce di garanzia: nei feriali, i treni circolano regolarmente tra le 6 e le 9 e tra le 18 e le 21. Per la lunga percorrenza, i convogli già in viaggio al momento dell’avvio dello sciopero hanno completato la corsa solo se l’arrivo era previsto entro le 22 di domenica.

Le compagnie ferroviarie invitano i viaggiatori a verificare in tempo reale lo stato del proprio treno e le eventuali alternative, ricordando la possibilità di rimborso o modifica del biglietto in caso di cancellazione.

Trasporto pubblico locale: città a servizio ridotto

Disagi diffusi anche nelle principali aree urbane, seppur con modalità diverse città per città.

A Roma, bus, tram e metropolitane garantiscono il servizio fino alle 8:29 e poi nella fascia pomeridiana tra le 17 e le 19:59. Stesse modalità per il trasporto regionale su gomma. A Bologna il servizio è assicurato dalle 8:30 alle 16:30 e dalle 19:30 fino a fine turno, mentre a Torino i mezzi circolano nelle fasce 6-9 e 12-15.

A Genova, copertura tra le 6 e le 9 e tra le 17:30 e le 20:30. Più frammentata la situazione al Sud: a Napoli fasce di garanzia tra le 5:30 e le 8:30 e tra le 17 e le 20; a Bari stop limitato al trasporto extraurbano su gomma, con finestre 5:30-8:30 e 12:30-15:30. Revocato invece lo sciopero a Palermo.

A Milano, nessuna criticità: l’agitazione nel capoluogo lombardo si è già svolta venerdì scorso.

Sanità e scuola: servizi essenziali garantiti, ma rallentamenti

L’impatto dello sciopero va oltre la mobilità. Nella sanità, per l’intera giornata odierna, potrebbero registrarsi rinvii di visite specialistiche, esami diagnostici e interventi programmati. Resta pienamente operativo il sistema di emergenza: pronto soccorso e cure urgenti sono garantiti.

Nel settore scolastico, la situazione è più fluida e dipende dall’adesione del personale docente e Ata. In alcuni istituti le lezioni potrebbero subire interruzioni o non essere assicurate, con possibili chiusure temporanee.

Pubblica amministrazione: uffici a ranghi ridotti

Disservizi anche negli uffici pubblici: sportelli comunali, sedi Inps e Agenzia delle Entrate potrebbero funzionare a regime ridotto o rimanere chiusi. I Vigili del fuoco aderiscono con modalità specifiche, assicurando gli interventi di emergenza ma limitando le attività ordinarie e amministrative.

Le ragioni della protesta

Alla base della mobilitazione, una piattaforma rivendicativa ampia. L’Usb denuncia un progressivo impoverimento del lavoro e dei servizi pubblici, collegando la protesta anche al contesto internazionale e all’aumento delle spese militari.

Secondo il sindacato, le risorse destinate al riarmo sottrarrebbero fondi a salari, pensioni, sanità, istruzione e welfare. Da qui la richiesta di un’inversione di rotta: più investimenti nel sistema pubblico, rafforzamento delle tutele sociali e maggiore attenzione al potere d’acquisto delle famiglie.

Una giornata, dunque, che fotografa un Paese in tensione tra esigenze di mobilità e rivendicazioni sociali, con lo sciopero che si conferma ancora una volta uno degli strumenti più incisivi – e divisivi – del confronto tra lavoratori e istituzioni.

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