7 Ottobre 2026, mercoledì
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Garlasco, nuove tensioni dopo la chiusura delle indagini: “Accanimento per riscrivere una verità già accertata”

Il legale della famiglia Poggi critica l’impianto investigativo: “Un lavoro imponente solo in apparenza, ma lontano dai nodi cruciali”. I genitori di Chiara “dispiaciuti e demoralizzati”

La riapertura del fronte investigativo sul delitto di Garlasco riaccende polemiche e divisioni, proprio all’indomani della chiusura delle nuove indagini. Al centro della contestazione, le parole dell’avvocato Gian Luigi Tizzoni, difensore della famiglia Poggi, che non nasconde un giudizio severo sull’operato della Procura di Pavia.

Secondo il legale, l’iniziativa investigativa appare orientata più a rimettere in discussione una verità giudiziaria consolidata che a fare chiarezza su eventuali nuovi elementi. Una verità che, ricorda, ha già portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007.

“Si è assistito a un accanimento investigativo volto a sconfessare quanto stabilito nelle aule di giustizia”, afferma Tizzoni, sottolineando come l’impianto dell’indagine, pur presentandosi come vasto e articolato, non inciderebbe sui punti decisivi del caso. “Un lavoro che può apparire mastodontico – osserva – ma che, nella sostanza, non affronta i nodi centrali della vicenda”.

Le dichiarazioni arrivano dopo il deposito degli atti relativi al nuovo filone che vede indagato Andrea Sempio, riaprendo scenari che sembravano definitivamente chiusi.

Il peso umano dell’inchiesta

Dietro il confronto giuridico si staglia, ancora una volta, il dolore della famiglia Poggi. I genitori di Chiara, riferisce il loro legale, vivono questa fase con profonda amarezza. “Sono particolarmente dispiaciuti e demoralizzati”, spiega Tizzoni, evidenziando come percepiscano l’indagine come “unidirezionale”, finalizzata cioè a mettere in discussione una responsabilità già accertata in via definitiva.

Una responsabilità, ricorda il difensore, confermata non solo dalla Corte d’Appello di Milano, ma anche dalla Corte di Cassazione e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Nonostante ciò, la famiglia avrebbe sempre mantenuto un atteggiamento di piena collaborazione. La casa di Garlasco, teatro del delitto, è stata più volte messa a disposizione degli investigatori. “La disponibilità è sempre stata totale e doverosa”, sottolinea l’avvocato, accennando anche alla presenza di dispositivi di ascolto ambientale installati nel corso delle indagini.

I rapporti tra le famiglie e il contesto di provincia

Uno dei punti più delicati riguarda le ipotesi contenute in una relazione dei carabinieri di Milano, che farebbe riferimento a una presunta “commistione” tra le famiglie Poggi e Sempio. Una lettura che Tizzoni respinge con decisione, invitando a contestualizzare i rapporti nel tessuto sociale di un piccolo centro.

“In un paese come Garlasco è naturale che le famiglie si conoscano e continuino a conoscersi”, osserva. Rapporti di vicinanza e frequentazioni occasionali che, secondo il legale, non possono essere interpretati come elementi sospetti, né tantomeno come indizi di collegamenti rilevanti ai fini investigativi.

Tizzoni precisa inoltre che, durante l’attuale fase d’indagine, non risulterebbero contatti significativi tra i nuclei familiari coinvolti.

“Trasparenza e collaborazione con la magistratura”

Sul piano dei rapporti con le autorità, il legale ribadisce la correttezza del comportamento della famiglia Poggi. “Abbiamo sempre avuto interlocuzioni chiare e trasparenti con tutte le autorità giudiziarie”, afferma, includendo anche la Procura di Pavia. Ogni richiesta di documentazione, aggiunge, è stata puntualmente soddisfatta.

Resta ora da capire quale direzione prenderà l’inchiesta e se gli elementi raccolti saranno sufficienti a riaprire davvero un caso che, sul piano giudiziario, sembrava chiuso. Nel frattempo, il delitto di Garlasco continua a essere uno dei più controversi della cronaca italiana, sospeso tra verità processuale e interrogativi mai del tutto sopiti.

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