4 Ottobre 2026, domenica
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Asse Napoli–Albania della droga: smantellata rete del clan Di Lauro, 14 arresti a Secondigliano

Indagine della DDA e dei Carabinieri: ricostruito un sistema stabile di traffico di stupefacenti tra il 2019 e il 2023. Sequestri di cocaina e hashish, già sei arresti in flagranza durante le attività investigative.

Un’alleanza operativa tra criminalità locale e gruppi stranieri per alimentare il mercato della droga nei quartieri popolari della città. È questo il quadro che emerge dall’operazione condotta all’alba del 6 maggio 2026 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza cautelare nei confronti di 14 persone, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio.

Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, dispone misure che vanno dalla custodia in carcere agli arresti domiciliari, al termine di un’indagine complessa e stratificata sviluppata tra il 2020 e il 2023.

Il ruolo del clan e la struttura operativa

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, al centro dell’organizzazione vi sarebbe un sottogruppo riconducibile al clan Di Lauro, storicamente radicato a Secondigliano. A guidarlo sarebbe stato Vincenzo Di Lauro, figura che avrebbe coordinato un sistema capace di operare in maniera stabile e continuativa, non solo nel quartiere di riferimento ma anche in altre zone della città.

L’organizzazione, delineata sotto il profilo indiziario, si configurerebbe come una vera e propria impresa criminale: una struttura gerarchica, ruoli ben definiti, canali di approvvigionamento e una rete di distribuzione capillare. L’obiettivo, secondo la Procura, era quello di garantire un flusso costante di sostanze stupefacenti destinato alle piazze di spaccio locali.

L’asse con la criminalità albanese

Uno degli elementi più rilevanti emersi dalle indagini riguarda i rapporti con organizzazioni criminali albanesi, ritenute il principale canale di approvvigionamento della droga. In particolare, tra il 2019 e il 2020, il gruppo avrebbe ricevuto consistenti quantitativi di stupefacenti – soprattutto cocaina e hashish – successivamente immessi sul mercato napoletano.

Le forniture avrebbero alimentato in modo sistematico le piazze di spaccio di Secondigliano e dell’area Vasto-Arenaccia, generando profitti ingenti e consolidando un circuito illecito capace di rispondere alla domanda crescente di droga nei quartieri urbani più esposti.

Riscontri investigativi e sequestri

Nel corso delle attività investigative, condotte anche attraverso intercettazioni e altri strumenti tecnici, i Carabinieri hanno già effettuato sei arresti in flagranza di reato, a conferma della solidità del quadro accusatorio. Contestualmente, sono stati sequestrati diversi chilogrammi di sostanze stupefacenti, tra cocaina ed hashish, destinati allo spaccio.

Gli elementi raccolti hanno consentito di ricostruire non solo le dinamiche interne al gruppo, ma anche le modalità operative utilizzate per il trasporto, la custodia e la distribuzione della droga, evidenziando una logistica ben organizzata e difficilmente individuabile senza un’attività investigativa prolungata.

Un sistema radicato e resiliente

L’operazione rappresenta un nuovo colpo al sistema di narcotraffico che continua a trovare terreno fertile nei contesti urbani più complessi. La capacità del clan di riorganizzarsi e di stringere alleanze con gruppi stranieri conferma, secondo gli investigatori, la natura evolutiva della criminalità organizzata napoletana, sempre più orientata verso modelli transnazionali.

L’inchiesta della DDA, tuttavia, mette in luce anche l’efficacia dell’azione repressiva e investigativa, capace di penetrare reti criminali articolate e di interrompere filiere consolidate dello spaccio.

Le indagini proseguono per individuare eventuali ulteriori responsabilità e per chiarire la portata complessiva dei collegamenti internazionali emersi nel corso dell’operazione.

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