15 Aprile 2026, mercoledì
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Ponticelli, un colpo “partito per errore” spezza la vita di Fabio Ascione: fermati due giovani

Svolta nelle indagini sull’omicidio del ventenne ucciso il 7 aprile a Napoli: un 23enne si consegna, fermato anche un minorenne. Sullo sfondo tensioni tra gruppi legati alla camorra

Un gesto imprudente, una pistola agitata con leggerezza, un colpo rimasto in canna. Sarebbe questa, secondo la ricostruzione degli investigatori, la sequenza tragica che ha portato alla morte di Fabio Ascione, il ventenne ucciso la mattina del 7 aprile nel quartiere di Ponticelli, alla periferia orientale della città.

Nelle ultime ore l’inchiesta ha registrato una svolta significativa: due giovani sono stati sottoposti a fermo. Si tratta di un 23enne, che si è presentato spontaneamente ai carabinieri della stazione di Napoli-Poggioreale accompagnato dal proprio legale, e di un minorenne, rintracciato e bloccato dai militari. Entrambi, secondo gli elementi raccolti finora, graviterebbero in ambienti vicini alla criminalità organizzata, anche se gli accertamenti sono ancora in corso per delineare con precisione ruoli e responsabilità.

L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea, prova ora a ricomporre i tasselli di una vicenda che, almeno allo stato, non avrebbe i contorni di un agguato premeditato. Al contrario, si profila l’ipotesi di una morte causata da un colpo esploso accidentalmente.

Secondo quanto emerso, Ascione non sarebbe stato raggiunto nei pressi del bar dove si era fermato per fare colazione dopo il lavoro, come inizialmente ipotizzato. Il teatro degli eventi si sposterebbe invece nell’area dei campetti di via Rossi Doria. Qui, poco prima, si sarebbe verificato uno scontro armato tra alcuni soggetti riconducibili al gruppo Veneruso-Rea, attivo nel vicino comune di Volla.

Dopo quella sparatoria, il 23enne fermato avrebbe raggiunto il ventenne, raccontandogli quanto accaduto. In quel frangente, mentre maneggiava l’arma, sarebbe partito il colpo fatale: un proiettile rimasto in canna che ha colpito Ascione al petto, lasciandogli scampo nullo.

Una dinamica che, se confermata, aggiunge un elemento di inquietante casualità a una morte già segnata dal contesto di violenza diffusa che attraversa alcune aree della città.

Intanto, mentre proseguono gli accertamenti investigativi, la comunità di Ponticelli si prepara a dare l’ultimo saluto al giovane. I funerali si terranno questa mattina nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo. In un primo momento le autorità avevano disposto il divieto di esequie pubbliche per ragioni di ordine pubblico, ma la decisione è stata successivamente rivista.

A pesare sulla scelta, anche l’emersa estraneità di Fabio Ascione a contesti criminali: un elemento che ha restituito alla vicenda la dimensione più dolorosa, quella di una vita spezzata senza colpa, sullo sfondo di una violenza che continua a lambire, e troppo spesso travolgere, chi con essa non ha nulla a che fare.

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