21 Settembre 2026, lunedì
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Patrimoni illeciti nel mirino: sequestrato un milione al presunto vertice del narcotraffico romano

Operazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma su disposizione della DDA: sigilli a immobili, terreni e conti riconducibili a un detenuto al 41 bis. Colpita la ricchezza accumulata, ritenuta frutto del traffico di droga

Colpire i patrimoni per smantellare il potere criminale. È questa la strategia che torna al centro dell’azione repressiva contro il narcotraffico nella Capitale. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno eseguito un decreto di sequestro per un valore complessivo superiore al milione di euro nei confronti di un uomo ritenuto figura apicale del traffico di stupefacenti, già detenuto e sottoposto al regime del 41 bis.

Il provvedimento, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia, rappresenta l’ultimo sviluppo di un’indagine complessa che ha acceso i riflettori su un articolato cartello della droga operante nell’area metropolitana della Capitale. Un’organizzazione strutturata, radicata e capace di muovere ingenti flussi di denaro, già duramente colpita lo scorso 18 marzo 2025, quando 26 persone furono raggiunte da misure cautelari nell’ambito della stessa inchiesta.

Al centro del nuovo intervento patrimoniale figura proprio uno dei soggetti coinvolti in quell’operazione, considerato dagli investigatori un elemento di vertice del sistema criminale. Le verifiche condotte dai Carabinieri hanno tracciato un profilo ritenuto altamente pericoloso sotto il profilo sociale, corroborato da numerosi precedenti penali e da un ruolo di primo piano nelle dinamiche del traffico di droga.

Determinante, ai fini del sequestro, è stata l’analisi economico-finanziaria. Gli accertamenti hanno infatti evidenziato una marcata sproporzione tra i redditi ufficialmente dichiarati e il patrimonio effettivamente accumulato nel tempo. Una discrasia che, secondo gli inquirenti, trova spiegazione nel sistematico reinvestimento dei proventi illeciti derivanti dall’attività di narcotraffico.

Nel dettaglio, il decreto ha disposto il sequestro di cinque immobili situati nel territorio di Allerona, in provincia di Terni, oltre a 19 terreni distribuiti tra Allerona e Ficulle, per un’estensione complessiva di circa 40 ettari. A questi si aggiungono un orologio di lusso e diversi rapporti finanziari e bancari riconducibili non solo all’indagato ma anche al suo nucleo familiare.

L’intervento si inserisce nel quadro delle misure di prevenzione patrimoniale previste dalla normativa antimafia, strumenti che consentono di aggredire le ricchezze sospettate di origine illecita anche in assenza di una condanna definitiva. Si tratta, infatti, di un provvedimento provvisorio: la decisione finale sulla confisca dei beni sarà adottata al termine del procedimento, nel corso del quale i destinatari potranno presentare memorie difensive e ricorrere agli strumenti di impugnazione previsti dalla legge.

Ancora una volta, l’azione investigativa punta dunque a indebolire le organizzazioni criminali non solo sul piano operativo, ma soprattutto su quello economico. Perché è proprio nella disponibilità di capitali che si misura, oggi più che mai, la reale forza delle reti del narcotraffico.

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