12 Ottobre 2026, lunedì
HomeItaliaIl monito del Papa: “No alla guerra contro l’Iran, è una ferita...

Il monito del Papa: “No alla guerra contro l’Iran, è una ferita morale per l’umanità”

Da Castel Gandolfo, Leone XIV rilancia l’appello alla pace: “Escalation inaccettabile, a pagare sarebbero soprattutto innocenti e civili”

Un richiamo netto, senza ambiguità, che intreccia diritto internazionale e coscienza morale. Dal ritiro di Castel Gandolfo, prima del rientro in Vaticano, il Papa torna a far sentire la propria voce sullo scenario internazionale, puntando il dito contro il rischio di una nuova, pericolosa escalation in Medio Oriente.

“L’ho già detto a Pasqua: serve la pace”. Con queste parole Leone XIV apre una riflessione che si trasforma presto in un atto d’accusa contro la minaccia che incombe sull’Iran. Una prospettiva che, secondo il Pontefice, “non è accettabile”, non soltanto sul piano giuridico ma soprattutto su quello umano.

Il riferimento è chiaro: al centro non ci sono strategie geopolitiche o equilibri militari, ma la sorte delle persone. “Bisogna pensare ai tanti innocenti — bambini, anziani, malati — che sarebbero travolti da questa escalation”, osserva il Papa, indicando nel costo umano della guerra il vero nodo irrisolto di ogni conflitto.

Il Pontefice richiama poi una linea già tracciata fin dall’inizio delle ostilità: il dialogo come unica strada percorribile. “Fin dai primi giorni abbiamo detto: torniamo a parlare, cerchiamo soluzioni prima di arrivare a questo punto”. Un invito rimasto inascoltato, mentre lo scenario internazionale si fa sempre più instabile.

Non solo preghiera, ma anche responsabilità civile. Leone XIV sollecita infatti un impegno diretto dei cittadini: “Bisogna pregare, certo, ma anche far sentire la propria voce, contattare parlamentari e autorità per dire chiaramente che non vogliamo la guerra”. Un appello che chiama in causa la partecipazione democratica e la pressione dell’opinione pubblica.

Nel suo intervento, il Papa non risparmia una valutazione severa del conflitto in corso, definito da molti “ingiusto” e incapace di produrre soluzioni. Al contrario, avverte, alimenta una spirale di conseguenze globali: crisi economica, tensioni energetiche, instabilità diffusa.

Particolarmente dura la condanna degli attacchi contro infrastrutture civili, giudicati “contro il diritto internazionale” e simbolo di una deriva distruttiva che segna profondamente l’agire umano.

Da qui, l’ultimo appello: tornare al tavolo negoziale, ricostruire canali di comunicazione, fermare la spirale della violenza. Con un pensiero che torna ancora una volta alle vittime invisibili di ogni guerra.

“Dobbiamo lavorare tutti per la pace”, conclude Leone XIV. Un’esortazione semplice, ma che suona come un imperativo urgente in un mondo sempre più attraversato da conflitti e tensioni.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti