La guerra tra Mosca e Kiev continua a colpire infrastrutture civili e aree sensibili, trascinando nel conflitto anche chi lavora lontano dalla linea del fronte. È il caso dei 41 minatori rimasti intrappolati nella miniera di Belorechenskaya, nel Donetsk, dopo un attacco notturno attribuito alle forze armate ucraine.
A riferire l’accaduto sono le autorità filorusse locali, secondo cui il bombardamento avrebbe danneggiato una sottostazione elettrica fondamentale per il funzionamento dell’impianto minerario. Il blackout improvviso ha colto di sorpresa i lavoratori mentre si trovavano già in profondità, impedendo loro di risalire in superficie.
Leonid Pasechnik, leader dell’autoproclamata repubblica separatista annessa da Mosca, ha assicurato che i contatti con i minatori sono stati stabiliti e che gli operai dispongono di riserve di acqua potabile. Tuttavia, la situazione resta critica: la riuscita delle operazioni di salvataggio dipenderà dalla rapidità con cui i soccorritori riusciranno a ripristinare le condizioni di sicurezza e a garantire un accesso stabile ai tunnel.
Le squadre di emergenza sono già al lavoro, mentre cresce l’apprensione per le condizioni dei lavoratori, bloccati sottoterra in un contesto reso ancora più instabile dal conflitto in corso.
L’episodio si inserisce in una nuova escalation di attacchi incrociati tra Russia e Ucraina. Nelle stesse ore, infatti, un raid russo ha colpito la città portuale di Odessa, causando tre vittime, tra cui un bambino, e almeno dieci feriti.
Secondo quanto riferito dalle autorità locali, due dei feriti versano in condizioni gravi: uno è ricoverato in neurochirurgia, l’altro in terapia intensiva per ustioni. Gli altri pazienti, tra cui un bambino di due anni e due adolescenti, presentano condizioni meno critiche ma necessitano comunque di assistenza medica.
I bombardamenti hanno inoltre provocato ingenti danni materiali. Nel distretto di Primorsky sono stati colpiti edifici residenziali e abitazioni private, mentre nel distretto di Kiev si registrano danni a strutture civili, tra cui un asilo, un negozio e numerosi veicoli. Le autorità municipali sono impegnate nelle operazioni di bonifica e nella messa in sicurezza delle aree colpite, mentre proseguono le verifiche sulla stabilità degli edifici.
Il doppio episodio conferma come il conflitto continui a svilupparsi su più fronti, con conseguenze sempre più dirette sulla popolazione civile e sulle infrastrutture strategiche. Una guerra che, giorno dopo giorno, amplia il proprio raggio d’azione ben oltre i campi di battaglia.
