3 Ottobre 2026, sabato
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Scuola, giornalismo e trasporti: venerdì nero degli scioperi in tutta Italia

Dalle aule alle redazioni fino ai mezzi pubblici, il 27 marzo si preannuncia una giornata di mobilitazione diffusa: sul tavolo salari, precariato e contratti fermi da anni

Venerdì 27 marzo si profila come una giornata ad alta tensione sul fronte del lavoro, con una serie di scioperi che attraversano settori chiave del Paese: scuola, informazione e trasporto pubblico. Una mobilitazione diffusa, che intreccia rivendicazioni diverse ma accomunate da un filo conduttore evidente: la richiesta di migliori condizioni economiche e contrattuali.

Nel comparto scolastico, lo sciopero nazionale è stato proclamato dal sindacato SISA e coinvolgerà l’intera filiera dell’istruzione: docenti, dirigenti scolastici e personale ATA. Al centro della protesta, l’annosa questione degli stipendi, ritenuti inadeguati rispetto al costo della vita, e il nodo irrisolto del precariato. La richiesta è duplice: aumenti salariali strutturali e un piano di stabilizzazione per migliaia di lavoratori che da anni garantiscono il funzionamento delle scuole senza tutele definitive. Il rischio concreto è quello di disagi diffusi, con lezioni sospese o ridotte in numerosi istituti.

Parallelamente, si fermano anche i giornalisti. Lo sciopero nazionale indetto dalla FNSI segna un nuovo capitolo in una vertenza che si trascina da tempo: il contratto collettivo nazionale di lavoro è scaduto da circa un decennio. Una situazione che, secondo il sindacato, non è più sostenibile per una categoria già messa sotto pressione da trasformazioni profonde del settore, tra crisi dell’editoria tradizionale e transizione digitale. Dopo la mobilitazione del 28 novembre scorso, quella di venerdì rappresenta la seconda tappa di un percorso che prevede già una terza giornata di sciopero il 16 aprile. L’obiettivo è riaprire il negoziato e ottenere condizioni contrattuali aggiornate e dignitose.

A completare il quadro, gli scioperi nel trasporto pubblico locale, che interesseranno diverse città italiane. A Milano, la protesta è stata indetta da AL Cobas e coinvolgerà i lavoratori di ATM, l’azienda che gestisce metropolitane, tram e autobus. Non sarà invece interessata Trenord, responsabile del servizio ferroviario regionale. Per limitare i disagi, sono state previste le consuete fasce di garanzia: il servizio sarà assicurato fino alle 8:45 e poi nel pomeriggio, tra le 15 e le 18.

Situazione diversa in Campania, dove lo sciopero riguarderà l’EAV, società che gestisce gran parte del trasporto pubblico regionale. In questo caso, non saranno garantite le corse nella fascia serale, tra le 19:30 e le 23, con possibili ripercussioni soprattutto per i pendolari e gli spostamenti di fine giornata. Non aderisce invece l’ANM, l’azienda del trasporto cittadino di Napoli, che continuerà a operare regolarmente.

Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un Paese attraversato da tensioni diffuse nel mondo del lavoro, dove settori diversi — dall’istruzione all’informazione fino alla mobilità — convergono nella richiesta di maggiore attenzione e risposte concrete. Una giornata che, oltre ai disagi per cittadini e utenti, si candida a essere un termometro significativo dello stato delle relazioni industriali in Italia.

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