3 Ottobre 2026, sabato
HomeItaliaCronacaAddio a Beppe Savoldi, il bomber dei record che aprì l’era dei...

Addio a Beppe Savoldi, il bomber dei record che aprì l’era dei milioni

Soprannominato “Mister due miliardi”, fu tra i protagonisti assoluti del calcio anni ’70: oltre 160 gol in Serie A, due Coppe Italia con il Bologna e un trasferimento che cambiò il mercato italiano

Il calcio italiano perde uno dei suoi attaccanti più iconici e prolifici: Beppe Savoldi si è spento a 79 anni dopo una lunga malattia. Con lui se ne va un pezzo di storia del pallone nazionale, un centravanti completo, potente e raffinato, capace di segnare in ogni modo e di lasciare un’impronta indelebile tra gli anni Sessanta e Settanta.

A darne notizia è stato il figlio Gianluca Savoldi con un messaggio carico di affetto e dolore: parole che raccontano non solo la perdita di un campione, ma soprattutto quella di un padre e di un uomo profondamente legato ai suoi affetti. Un ringraziamento speciale è stato rivolto al personale sanitario degli istituti bergamaschi che lo hanno assistito fino all’ultimo.

Nato a Gorlago il 21 gennaio 1947, Savoldi era cresciuto calcisticamente nell’Atalanta, dove esordì giovanissimo in Serie A nel 1965. Ma fu con il Bologna che esplose definitivamente, diventando uno dei bomber più affidabili del campionato e conquistando due Coppe Italia, contribuendo in modo decisivo ai successi rossoblù.

Il suo nome resta però legato a un passaggio destinato a fare epoca: nel 1975 il trasferimento al Napoli per una cifra record — due miliardi di lire — che gli valse il soprannome di “Mister due miliardi”. Fu il primo grande affare milionario del calcio italiano, una svolta simbolica che anticipava il futuro del mercato. In maglia azzurra Savoldi segnò 77 gol in quattro stagioni, diventando un punto di riferimento per il club negli anni che precedettero l’arrivo di Diego Armando Maradona.

I numeri raccontano solo in parte la sua grandezza: 405 presenze e 168 reti in Serie A, capocannoniere nella stagione 1972-73 e tre volte miglior marcatore della Coppa Italia. Un rendimento costante, testimoniato anche dalle dodici presenze nella top ten dei cannonieri stagionali, record che certifica una continuità rara.

La carriera, tornato al Bologna, fu segnata anche dall’ombra del caso Totonero, che lo costrinse a una squalifica. Rientrò in campo nel 1982 con l’Atalanta, prima di chiudere definitivamente il capitolo da calciatore. In Nazionale collezionò quattro presenze e una rete, meno di quanto il suo talento avrebbe forse meritato.

Appese le scarpe al chiodo, Savoldi intraprese la carriera di allenatore, lavorando soprattutto nelle categorie minori e conquistando una promozione con il Saronno negli anni Novanta. Ma è soprattutto il ricordo del calciatore a restare vivido: un attaccante moderno prima del tempo, forte nel gioco aereo, elegante nei movimenti e letale sotto porta.

Con la sua scomparsa, il calcio italiano saluta non solo un grande bomber, ma anche uno dei simboli di un’epoca in cui il talento iniziava a incontrare il business, aprendo la strada al calcio contemporaneo.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti