29 Giugno 2026, lunedì
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Il tesoro sottratto e reinvestito: maxi-sequestro da 20 milioni nella campagna fiorentina

Indagine della Dda di Firenze sulla presunta truffa ai danni dell’attrice Ursula Andress: sigilli a ville, terreni e opere d’arte. Nel mirino la gestione del patrimonio

Un patrimonio immobiliare di pregio, immerso nelle colline del Chianti, finisce sotto sequestro preventivo. È il cuore dell’operazione condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze, che ha portato al congelamento di beni per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro, riconducibili – secondo gli inquirenti – a una complessa operazione di riciclaggio e autoriciclaggio legata ai danni dell’attrice Ursula Andress, oggi novantenne.

L’indagine prende le mosse proprio dalle denunce presentate dall’attrice alle autorità del cantone di Vaud, in Svizzera. La donna aveva segnalato una progressiva erosione del proprio patrimonio, una lenta ma costante dispersione di ricchezza che, stando alla ricostruzione investigativa, sarebbe stata orchestrata da soggetti incaricati della gestione delle sue finanze.

Il sequestro, eseguito dal nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, ha riguardato undici immobili di lusso e quattordici terreni tra vigneti e uliveti nella zona di San Casciano Val di Pesa, alle porte di Firenze. Tra i beni colpiti figura la tenuta di Palazzo al Bosco, un complesso noto anche come spazio dedicato alla cultura contemporanea, ora finito al centro dell’inchiesta.

Non solo immobili. I sigilli hanno raggiunto anche alcune opere d’arte appartenenti alla collezione di Carolina ed Eric Freymond, quest’ultimo ex gestore patrimoniale dell’attrice, morto suicida nel 2025. Secondo gli investigatori, i proventi della presunta truffa sarebbero stati reinvestiti proprio nella gestione e valorizzazione del complesso immobiliare, oltre che nell’acquisto di quadri e altri asset di alto valore.

La vedova del promotore finanziario risulta attualmente indagata per riciclaggio e autoriciclaggio, mentre altri due professionisti sono sotto inchiesta in Svizzera con l’accusa di truffa. Un intreccio internazionale che riflette la complessità dei flussi finanziari ricostruiti.

Determinante, in tal senso, il lavoro degli investigatori, che hanno seguito il cosiddetto “paper trail”: una minuziosa ricostruzione documentale capace di tracciare il percorso del denaro, dalla sottrazione originaria fino al suo reimpiego in beni di lusso. Analisi bancarie, incroci di dati patrimoniali, verifiche societarie: un mosaico ricomposto tassello dopo tassello per restituire forma e destinazione a capitali ritenuti illeciti.

L’inchiesta resta aperta e dovrà ora passare al vaglio delle autorità giudiziarie, chiamate a stabilire responsabilità e confini di una vicenda che intreccia finanza, arte e patrimonio immobiliare, con al centro la tutela di una delle icone del cinema internazionale.

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