LA RIFLESSIONE
A cura di Gilberto Borzini
Per età e per studi ho familiarità con gli ultimi Bronciosauri, specie in via d’estinzione che ormai annovera tra le sue schiere un manipolo di persone, per l’esattezza quattro individui, due appartenenti all’area destra, Pietrangelo Buttafuoco e Marcello Veneziani, e due alla sinistra, Massimo Cacciari e Michele Santoro. Il loro tempo, e il mio, fu quello della Grande Rivolta sessantottesca, di quelle decadi in cui politica e società si cantavano sulle strofe di Fabrizio De Andrè e di Giorgio Gaber, di Pierangelo Bertoli e di Francesco Guccini, o sulle note apparentemente folli degli Area o di Gaetano Liguori.
Altro tempo, altra società dirà qualcuno. Invece no.
Le problematiche sociali non sono affatto mutate: le questioni abitative e occupazionali sono rimaste identiche, la questione femminile non è mutata affatto per non dire di quella meridionale. La sperequazione dei redditi si è persino aggravata, ma è scomparso il desiderio di contrasto, si è inabissata la capacità di analizzare le dinamiche, di sviscerarle, di renderle pubbliche e al posto dell’approfondimento è apparsa la narrazione, il commentario, la comparsata televisiva che afferma l’esistenza di una problematica ma non propone alternative, non chiama alla piazza per trovare soluzione, anzi piuttosto ciò che resta delle piazze sono autoconvocazioni, dinamiche sviluppate da piccoli gruppi che si estendono via chat.
Intellettuali e Economia
Nel secolo scorso la figura dell’Intellettuale non riguardava solamente l’ambito politico, ma entrava a piedi uniti nei segmenti portanti dell’economia, al punto da poter affermare che ogni categoria produttiva disponeva delle figure intellettuali di riferimento, persone che entravano col ragionamento nelle dinamiche organizzative e operative, suggerendo modelli possibili di mutamento e trasformazione, individuando le carenze sistemiche o le ricadute sociali ed economiche di questo o quel provvedimento. Maestro per tutti fu quel Jeremy Rifkin che nei suoi non pochi libri espresse con precisione da cecchino e con decenni di anticipo i cambiamenti più rilevanti che avremmo affrontato in economia e, a cascata e per default, nell’ambito sociale.
Tecnica e Narrazione
Alla figura dell’intellettuale si è rapidamente sostituita quella del commentatore. Il commentatore evita di approfondire la tematica, la genesi e le conseguenze, ma la racconta in sintesi per come appare, o come si vuole farla apparire. Il commentatore evidenzia, espone, propone (o forse vende) dinamiche tecniche in grado di supportare i processi nelle dinamiche cogenti, senza alcuna valutazione previsionale delle conseguenze percorribili.
Siamo così passati dalla capacità di analisi di una dinamica (economica, produttiva, sociale o politica) alla tentata vendita di soluzioni pret-a-porter, e la figura dell’Intellettuale è stata sostituita da quella del Procacciatore d’Affari.
Banalmente: i tanto glorificati sistemi tecnologicamente avanzati che avrebbero dovuto migliorare radicalmente la produttività dei colletti bianchi hanno appesantito i costi delle imprese ma non hanno definito un altrettanto valido efficientamento, caso mai hanno modificato la forma dell’operatività; i tanto esaltati sistemi infotelematici per migliorare l’occupazione e la redditività di vettori e alberghi producono gli stessi risultati pratici che produceva la pubblicità sulle riviste di un tempo.
Il risultato, almeno quello apparente, è una sempre maggior confusione, un disagio esteso, una sorta di smarrimento collettivo tra tutti gli operatori economici di qualsiasi settore merceologico, unita ormai ad un’attesa salvifica di un Sistema Messia capace, finalmente, di generare valore e non rappresentare solamente un costo economico e una fatica applicativa.
Il Bronciosauro e i Pirati
Ecco allora che la figura dell’Intellettuale, del Bronciosauro, si rivela oggi più che mai necessaria. Una figura in grado di approfondire, comparare, valutare le dinamiche specifiche del settore produttivo rispetto ai mutamenti e alle trasformazioni della macro economia, alle nuove componenti sociali, alle dinamiche politiche che si vanno strutturando.
In assenza di quelle figure capaci di valutazione analitica e di sintesi inevitabilmente gli attori economici e produttivi rischiano di non comprendere più la rotta da seguire, la destinazione d’orizzonte e rimangono alla mercè di Pirati Venditori di sistemi, Briganti di strada che offrono la salvezza in cambio del portafoglio clienti, Uomini Medicina che affermano di saper donare una lunga e prosperosa vita a chi farà uso della loro pietra filosofale.
Siamo passati dagli intellettuali che tracciavano la rotta ai commentatori che facevano il punto nave, per poi precipitare dai commentatori alle tele-video vendite online di sistemi più o meno funzionali.
È tempo di tornare a studiare.
