5 Ottobre 2026, lunedì
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Referendum sulla giustizia, la magistratura alza la voce: “Attacchi inaccettabili, seguire l’appello di Mattarella”

A meno di due settimane dal voto la Giunta dell’Associazione nazionale magistrati denuncia il clima politico: “Toni oltre il limite”. Ma conferma la scelta di non alimentare lo scontro istituzionale.

Con il conto alla rovescia verso il referendum sulla giustizia ormai entrato nella fase finale, la magistratura rompe il silenzio e denuncia un clima sempre più teso. A intervenire è la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), che in una nota diffusa nelle ultime ore parla apertamente di “toni inaccettabili” nei confronti dei magistrati da parte di alcuni esponenti politici.

Il documento arriva a meno di due settimane dall’appuntamento referendario e segna uno dei passaggi più delicati nel confronto tra politica e giustizia degli ultimi mesi. Pur denunciando il livello dello scontro, la magistratura sceglie tuttavia di non alimentare la polemica, rivendicando la linea di autocontrollo mantenuta finora.

“Abbiamo scelto di non replicare”

Nella nota, la Giunta dell’Anm ricorda di aver deliberatamente evitato di reagire alle critiche arrivate nelle scorse settimane.

«In queste ultime settimane abbiamo deciso di non rispondere mai agli attacchi ricevuti a più riprese da esponenti politici, anche di altissimo profilo», si legge nel documento.

Una scelta, spiegano i magistrati, dettata dalla volontà di non esasperare ulteriormente il confronto pubblico in una fase già molto delicata del dibattito istituzionale.

Il richiamo al Quirinale

Al centro della presa di posizione dell’Anm c’è il riferimento esplicito all’appello lanciato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in più occasioni ha invitato tutte le istituzioni a mantenere un linguaggio rispettoso e a evitare escalation verbali.

«L’appello all’abbassamento dei toni rivolto a tutte le parti in causa dalla più alta carica dello Stato era, e ancora di più oggi, assolutamente opportuno», sottolinea la Giunta dell’associazione.

Un richiamo che assume anche il valore di una presa di posizione istituzionale, nel momento in cui il dibattito sulla riforma della giustizia e sui referendum ha riportato al centro il ruolo degli organi di autogoverno della magistratura.

Il nodo del rispetto tra istituzioni

Il punto più duro del comunicato riguarda proprio il livello dello scontro politico.

Secondo l’Anm, il tono di alcune critiche rivolte alla magistratura italiana avrebbe ormai superato il limite accettabile per una dialettica tra istituzioni. Nel documento si parla di argomentazioni che hanno raggiunto «un livello inaccettabile per chi auspica la rispettosa collaborazione tra le istituzioni del nostro Paese».

Nonostante ciò, l’associazione ribadisce che la linea di comportamento non cambierà: nessuna risposta polemica, nessuna escalation.

Il riferimento al Csm

Il messaggio finale della magistratura richiama direttamente le parole del Capo dello Stato, che più volte ha sottolineato la necessità di rispettare il ruolo del Consiglio Superiore della Magistratura.

«Le altre istituzioni rispettino il Csm», ha ricordato più volte Mattarella nei suoi interventi pubblici, ribadendo il principio costituzionale dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura.

Un monito che oggi la magistratura rilancia, nel pieno di una campagna referendaria che continua a riaccendere il confronto su equilibri e poteri della giustizia italiana.

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