16 Agosto 2026, domenica
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Carburanti, scontro politico sulle accise: opposizioni all’attacco del governo Meloni

M5S e Pd chiedono l’attivazione immediata delle accise mobili per frenare l’aumento di benzina e gasolio legato alle tensioni internazionali. “Risorse già disponibili dagli extraprofitti”, accusano.

Il nuovo rialzo dei prezzi dei carburanti, alimentato dalle tensioni geopolitiche e dall’instabilità in Medio Oriente, riaccende lo scontro politico interno. Le opposizioni – dal Movimento 5 Stelle al Partito Democratico – chiedono al governo di intervenire immediatamente sulle accise con un meccanismo di riduzione automatica legato all’extragettito fiscale.

La richiesta è chiara: introdurre subito le cosiddette accise mobili, una misura che consentirebbe di abbassare temporaneamente la tassazione su benzina e gasolio quando l’aumento dei prezzi genera maggiori entrate IVA per lo Stato. Secondo le opposizioni, le risorse per farlo esistono già e il tempo delle promesse è finito.

L’affondo del Movimento 5 Stelle

Tra i primi a sollecitare un intervento è il Movimento 5 Stelle. La deputata Chiara Appendino attacca frontalmente l’esecutivo, accusandolo di non voler utilizzare uno strumento già previsto dalla legge.

Secondo l’ex sindaca di Torino, il governo avrebbe ormai esaurito lo spazio per rinvii e giustificazioni. “Basta parole, servono i fatti”, scrive sui social, chiedendo che la misura venga approvata già nel prossimo Consiglio dei ministri. In caso contrario – sostiene – sarebbe la prova che l’esecutivo preferisce non intervenire nonostante l’esistenza di ingenti extraprofitti derivanti dall’aumento dei prezzi dei carburanti.

L’allarme del Pd: agricoltura ed export sotto pressione

Dal Partito Democratico arriva una critica che allarga lo sguardo agli effetti economici più ampi della crisi energetica. L’eurodeputata Camilla Laureti, responsabile dem per le politiche agricole, sottolinea come il primo settore a risentire dell’aumento dei costi energetici sia proprio quello agricolo.

Quando gasolio ed energia salgono, spiega, aumentano immediatamente i costi di produzione nelle campagne, con il rischio che l’intera filiera scarichi i rincari sul consumatore finale. A questo si aggiungono le difficoltà dell’export agroalimentare verso il Medio Oriente, già colpito da blocchi logistici e ordini cancellati, soprattutto per il comparto ortofrutticolo.

Laureti richiama in particolare la situazione dello Stretto di Hormuz, nodo cruciale per i traffici energetici e commerciali, dove le tensioni internazionali stanno rallentando le rotte marittime. Le criticità non riguardano solo la vendita dei prodotti, ma anche l’approvvigionamento di fertilizzanti e altri input fondamentali per l’agricoltura.

Da qui la richiesta al governo di intervenire subito sulle accise e di rafforzare i controlli contro eventuali speculazioni, soprattutto sul gasolio agricolo.

“Il pieno costa sempre di più”

Sulla stessa linea si colloca Marco Furfaro, membro della segreteria nazionale del Pd, che accusa l’esecutivo di distrarsi in polemiche mediatiche mentre il costo del carburante continua a crescere.

Secondo Furfaro la proposta avanzata dalla segretaria Elly Schlein sarebbe semplice e immediatamente applicabile: utilizzare l’extragettito IVA prodotto dall’aumento dei prezzi per compensare le accise. Le risorse, sostiene, esistono già; ciò che manca sarebbe solo la volontà politica.

Le accuse a Meloni: “più propaganda che governo”

L’offensiva delle opposizioni non si limita alla questione energetica. Alcuni esponenti dem collegano il tema dei carburanti alla gestione complessiva dell’agenda politica da parte della presidente del Consiglio.

Alfredo D’Attorre, della segreteria nazionale del Pd, critica la scelta di Giorgia Meloni di intervenire attivamente nella campagna per il referendum costituzionale, accusandola di dedicare più tempo alla comunicazione politica che alle misure economiche urgenti.

In un contesto internazionale segnato da tensioni e possibili ricadute economiche – dall’aumento dell’inflazione al rallentamento della crescita – l’introduzione delle accise mobili viene indicata come un provvedimento immediato e a costo zero per sostenere famiglie e imprese.

Il fronte internazionale e le tensioni energetiche

Sul piano geopolitico, le dichiarazioni della premier sulla crisi in Medio Oriente hanno alimentato ulteriori polemiche. Il responsabile Esteri del Pd, Giuseppe Provenzano, ha definito la posizione del governo un segnale di “ignavia”, criticando l’assenza di una presa di posizione netta mentre il conflitto rischia di avere ripercussioni dirette sui prezzi dell’energia e sull’economia europea.

Anche l’eurodeputato Alessandro Zan invita l’esecutivo a passare dalle parole ai fatti, sostenendo che l’aumento dei carburanti potrebbe presto riflettersi sui costi dei trasporti e quindi sui prezzi dei beni alimentari.

Il nodo politico

La richiesta delle opposizioni converge su un punto preciso: l’attivazione immediata del meccanismo delle accise mobili per contenere l’impatto dei rincari energetici.

Il governo, dal canto suo, non ha ancora annunciato decisioni operative. Ma con il prezzo dei carburanti in crescita e le tensioni internazionali che continuano a spingere al rialzo il costo dell’energia, la questione rischia di trasformarsi in uno dei prossimi fronti politici più caldi.

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