26 Luglio 2026, domenica
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Blitz all’alba contro i cartelli della camorra: 71 indagati, decapitati i clan che spartivano Napoli

Operazione congiunta di Carabinieri e Polizia coordinata dalla DDA: quattro ordinanze cautelari colpiscono i vertici dei gruppi legati ai cartelli Mazzarella e Alleanza di Secondigliano. Ricostruita la nuova mappa del potere criminale in città

Napoli si è svegliata con il rumore secco delle porte sfondate e delle sirene nei vicoli. All’alba, i militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri e gli uomini della Squadra Mobile hanno eseguito quattro distinte ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 71 indagati, al termine di un’articolata inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea.

Nel mirino degli investigatori le organizzazioni riconducibili ai cartelli camorristici dei Clan Mazzarella e dell’Alleanza di Secondigliano, da anni protagonisti della spartizione militare ed economica di ampie porzioni della città e della provincia. Un’operazione che, secondo gli inquirenti, ridisegna la fotografia attuale degli equilibri criminali nel capoluogo campano.

La nuova geografia del potere

Le indagini hanno permesso di ricostruire con precisione la mappatura delle aree sotto influenza camorristica: dai quartieri Forcella, Duchesca e Maddalena al rione Sanità, fino alle zone del Vasto, Arenaccia, Borgo Sant’Antonio Abate, Poggioreale, Rione Amicizia e San Giovanniello. Un mosaico di territori controllati attraverso presidi stabili di affiliati, vedette armate e una presenza costante sul territorio.

Secondo l’impianto accusatorio, l’uso sistematico delle armi da fuoco non era solo uno strumento di difesa ma un linguaggio di potere, funzionale a riaffermare gerarchie e a scoraggiare tentativi di invasione da parte di gruppi rivali. Gli investigatori parlano di una “elevatissima capacità offensiva”, pronta a tradursi in spedizioni punitive e agguati dimostrativi.

Tra i destinatari delle misure cautelari figurano – secondo quanto ricostruito dagli inquirenti – gli attuali vertici dei clan Mazzarella, Contini e Savarese-Pirozzi, oltre ai reggenti delle rispettive zone operative. Un colpo che punta a disarticolare non soltanto la manovalanza, ma le strutture decisionali.

Estorsioni, droga e cassa comune

L’inchiesta ha documentato un sistema economico parallelo fondato su estorsioni ai danni di commercianti e operatori economici, gestione capillare delle piazze di spaccio e una contabilità interna rigorosa. I proventi – secondo l’accusa – alimentavano una cassa comune destinata al pagamento degli stipendi agli affiliati, al sostegno dei detenuti e delle loro famiglie, nonché al finanziamento delle attività difensive contro le indagini.

Non meno rilevante il capitolo delle alleanze: l’indagine ha evidenziato la salvaguardia di rapporti di mutua assistenza con altre organizzazioni camorristiche, in un equilibrio fondato su patti di non belligeranza e cooperazione operativa.

Il capitolo sangue: l’omicidio Durante

Una delle quattro ordinanze cautelari ricostruisce inoltre il quadro indiziario nei confronti del presunto secondo esecutore materiale dell’omicidio di Emanuele Durante, ucciso in un agguato il 15 marzo 2025. Secondo gli inquirenti, il delitto si inserirebbe nella scia di violenze legate ai contrasti tra gruppi criminali dei quartieri Sanità e Piazza Mercato, esplosi nell’ottobre 2024 per il controllo egemonico delle aree cittadine.

L’omicidio sarebbe maturato come atto di ritorsione per la morte di Emanuele Tufano, colpito da arma da fuoco durante uno scontro armato tra fazioni rivali. Per quel delitto erano già stati individuati, con un precedente provvedimento cautelare, il presunto mandante e un primo esecutore materiale. L’ordinanza eseguita oggi completa, nella prospettiva accusatoria, il quadro delle responsabilità.

Sequestri e ramificazioni fuori regione

Contestualmente agli arresti, il giudice ha disposto il sequestro preventivo di conti correnti, immobili e società commerciali riconducibili ad alcuni indagati. Le attività economiche coinvolte avrebbero sedi non solo in Campania ma anche in altre regioni, a conferma di una proiezione imprenditoriale che supera i confini locali.

L’operazione rappresenta un nuovo tassello nella strategia di contrasto alle organizzazioni camorristiche radicate nel tessuto urbano napoletano. Resta fermo che i provvedimenti eseguiti sono misure cautelari adottate nella fase delle indagini preliminari: gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva e potranno avvalersi degli strumenti di impugnazione previsti dalla legge.

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