Il nuovo corso granata comincia con un segnale forte. Nella ventisettesima giornata di Serie A il Torino FC supera 2-0 la SS Lazio e ritrova ossigeno in classifica. È una vittoria che pesa per il risultato e per il modo in cui matura: intensità, ordine e cinismo. L’esordio in panchina di Roberto D’Aversa restituisce ai granata compattezza e coraggio; per Maurizio Sarri, invece, una serata grigia e povera di soluzioni.
Partenza lanciata e zampata di Simeone
Il Torino entra in campo con aggressività e linee corte, pressando alto e togliendo riferimenti alla costruzione biancoceleste. La Lazio fatica a trovare il ritmo e si affida a iniziative isolate. Il primo squillo vero arriva al 21’: conclusione di Duván Zapata, il pallone rimpalla in area e diventa un invito a nozze per Giovanni Simeone, rapido a coordinarsi e a trafiggere Ivan Provedel. È l’1-0 che accende l’Olimpico Grande Torino e certifica la superiorità territoriale dei padroni di casa.
La reazione laziale è timida. Il possesso non si traduce in occasioni nitide: la difesa granata regge l’urto, schermando le linee di passaggio e concedendo poco o nulla negli ultimi sedici metri. Il primo tempo scivola via senza ulteriori scosse, con la sensazione che la squadra di D’Aversa abbia in mano il controllo emotivo e tattico del match.
Zapata torna a ruggire
La ripresa si apre sulla stessa trama. Il Torino non arretra, anzi raddoppia la pressione sulle corsie. Al 53’ il raddoppio: cross calibrato dalla sinistra di Obrador e stacco imperioso di Zapata, che svetta e firma il 2-0. Per l’attaccante colombiano è un gol dal peso specifico notevole, il ritorno alla rete dopo un digiuno che durava da dicembre, e la conferma di una prestazione di sostanza.
La Lazio prova a cambiare inerzia con gli ingressi dalla panchina, cercando più ampiezza e strappi sulle fasce – l’innesto di Nuno Tavares porta vivacità ma non precisione – tuttavia il forcing finale si infrange contro l’ordine granata. Il Torino chiude spazi, riparte quando può e non concede palle pulite in area.
Classifica e prospettive
Il 2-0 fotografa una partita interpretata con lucidità dai piemontesi e con troppa lentezza dai capitolini. Il Torino sale a quota 30 punti, respira e guarda con rinnovata fiducia alla parte centrale della classifica. La Lazio resta ferma a 34, rallentata in una serata in cui è mancata brillantezza e, soprattutto, incisività negli ultimi metri.
Per D’Aversa è una prima che vale più dei tre punti: è la prova che identità e organizzazione possono essere ritrovate in fretta. Per Sarri, al contrario, una battuta d’arresto che impone riflessioni. Il campionato corre, e la sensazione è che la corsa europea passi anche dalla capacità di reagire a notti come questa.
