3 Ottobre 2026, sabato
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Teheran sotto assedio, 60 attacchi in 24 ore: almeno 57 morti

La denuncia della Mezzaluna Rossa iraniana: «Colpita la capitale senza tregua». Si aggrava il bilancio delle vittime mentre cresce la tensione internazionale

Teheran torna a contare i suoi morti dopo una giornata che le autorità umanitarie descrivono come una delle più drammatiche dall’inizio dell’escalation militare. Sessanta attacchi in appena ventiquattro ore, almeno 57 vittime accertate: è il bilancio reso noto dalla Mezzaluna Rossa Iraniana, che parla di una capitale «sottoposta a bombardamenti continui».

A fornire i dettagli è stato Shanin Fathi, capo provinciale dell’organizzazione a Teheran, che ha attribuito le operazioni agli Stati Uniti e a Israele. Secondo quanto riferito, gli attacchi avrebbero colpito diversi quadranti della città, provocando distruzione diffusa e un numero ancora imprecisato di feriti, molti dei quali in condizioni gravi.

Una capitale sotto pressione

Le immagini che filtrano dalla capitale iraniana raccontano di edifici danneggiati, quartieri isolati per consentire i soccorsi e ospedali sotto forte pressione. I volontari della Mezzaluna Rossa, insieme alle squadre di emergenza, hanno lavorato senza sosta per estrarre persone dalle macerie e trasferire i feriti nelle strutture sanitarie.

Il dato dei 60 attacchi in un solo giorno rappresenta, secondo fonti locali, un’intensificazione significativa delle operazioni militari rispetto ai giorni precedenti. L’area metropolitana di Teheran, con oltre otto milioni di abitanti, si trova ora al centro di un confronto che rischia di ampliare ulteriormente il conflitto su scala regionale.

Le accuse e il quadro geopolitico

Le dichiarazioni della Mezzaluna Rossa si inseriscono in un contesto di fortissima tensione tra Iran, Israele e Stati Uniti. Teheran accusa Washington e Tel Aviv di aver colpito obiettivi all’interno della capitale con un’azione coordinata; da parte israeliana e americana, al momento, non sono giunte conferme ufficiali sui numeri diffusi dall’organizzazione umanitaria iraniana.

Il rischio di una spirale incontrollata appare concreto. Le cancellerie occidentali e i Paesi della regione osservano con crescente preoccupazione l’evoluzione degli eventi, mentre le Nazioni Unite sollecitano moderazione e protezione dei civili.

Il bilancio umano

Almeno 57 morti in un giorno rappresentano un colpo durissimo per la popolazione civile. Tra le vittime, secondo le prime informazioni, vi sarebbero anche donne e anziani; non è ancora chiaro se tra i deceduti figurino membri delle forze di sicurezza o personale militare.

La Mezzaluna Rossa parla di «una situazione umanitaria critica», con interi isolati danneggiati e servizi essenziali compromessi in alcune zone. Il numero delle vittime potrebbe salire nelle prossime ore, man mano che proseguono le operazioni di ricerca e soccorso.

In una città abituata alle tensioni ma non a un simile livello di pressione militare concentrata in poche ore, il dato più allarmante resta la vulnerabilità della popolazione civile. Teheran si risveglia tra sirene e macerie, mentre il conflitto si avvicina pericolosamente al cuore urbano del Paese.

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