7 Ottobre 2026, mercoledì
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Zaporizhzhia sotto le bombe: quattro morti e un bambino ferito

Raid aerei russi devastano il distretto meridionale: distrutto un edificio residenziale, oltre 200 segnalazioni di danni. Il governatore Fedorov: “Colpiti civili e infrastrutture”

Ancora una notte di fuoco nel sud dell’Ucraina. Nel distretto di Zaporizhzhia quattro persone hanno perso la vita e altre due sono rimaste ferite in seguito a una serie di attacchi aerei che hanno colpito aree residenziali e infrastrutture civili. Tra i feriti c’è anche un bambino.

A riferirlo è stato il governatore regionale, Ivan Fedorov, attraverso un messaggio pubblicato su Telegram, diventato ormai il canale ufficiale di comunicazione delle autorità locali in tempo di guerra. Il bilancio, inizialmente provvisorio, si è aggravato con il passare delle ore, mentre le squadre di soccorso scavavano tra le macerie.

Secondo quanto reso noto dal Servizio di emergenza statale, uno dei raid ha centrato in pieno un edificio residenziale, distruggendolo quasi completamente e causando la morte di tre persone. Un secondo stabile, una costruzione di due piani, è stato gravemente danneggiato: tra le macerie i soccorritori hanno recuperato il quarto corpo senza vita.

Il bilancio dei danni materiali è imponente. Le autorità locali hanno ricevuto 218 segnalazioni relative a case sventrate, automobili distrutte e infrastrutture compromesse. L’onda d’urto delle esplosioni ha infranto finestre e divelto porte anche negli edifici circostanti, mentre frammenti e detriti si sono abbattuti sulle abitazioni vicine, ampliando la mappa della devastazione.

Il bambino ferito, secondo le prime informazioni, non sarebbe in pericolo di vita, ma l’episodio riaccende l’attenzione sull’impatto del conflitto sulla popolazione civile, in un’area che da mesi vive sotto la minaccia costante di bombardamenti e incursioni.

Zaporizhzhia, nodo strategico nel teatro meridionale della guerra, continua a essere uno dei fronti più sensibili del conflitto. Gli attacchi contro centri abitati e strutture civili segnano un’ulteriore escalation in una regione già segnata da distruzioni diffuse, evacuazioni e servizi essenziali messi a dura prova.

Mentre proseguono le operazioni di messa in sicurezza e di verifica della stabilità degli edifici colpiti, il numero delle segnalazioni potrebbe aumentare. E con esso, purtroppo, anche il bilancio umano di una guerra che continua a colpire nel cuore delle comunità locali.

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