2 Luglio 2026, giovedì
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’Ndrangheta, asse Siderno–New York: il ROS colpisce la cosca Commisso

Sette arresti tra Calabria e Stati Uniti dopo un’indagine internazionale con l’FBI. Al centro il “Siderno Group”, rete globale con ramificazioni in Canada e nello Stato di New York

Un filo che parte dalla Locride e attraversa l’Atlantico fino ad Albany, capitale dello Stato di New York. È lungo questa direttrice che il 17 febbraio il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri ha assestato un nuovo colpo alla ’ndrangheta, dando esecuzione – con il supporto del Comando provinciale di Reggio Calabria – a un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria nei confronti di sette persone ritenute affiliate alla cosca Commisso di Siderno.

Le accuse, a vario titolo, sono di associazione di tipo mafioso, estorsione e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso. Contestualmente è stato disposto il sequestro delle quote di un’impresa edile riconducibile a uno degli indagati, ritenuta funzionale agli interessi del sodalizio.

Il fermo non è stato convalidato dal gip del Tribunale di Locri, che ha tuttavia emesso per tutti gli indagati un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari.

La centralità del “Locale” di Siderno

L’operazione si inserisce in un più ampio filone investigativo sviluppato negli anni dalla Dda reggina e condotto dal ROS per ricostruire gli assetti complessivi della ’ndrangheta, comprenderne i meccanismi di funzionamento e mapparne le proiezioni fuori dalla Calabria e oltre i confini nazionali.

Numerosi procedimenti penali hanno negli anni certificato la centralità del “Locale” di Siderno – articolazione territoriale della ’ndrangheta – nelle dinamiche criminali non solo della Locride ma anche in scenari internazionali. Da qui l’approfondimento sul rapporto tra la struttura madre calabrese e le sue diramazioni in aree di insediamento non tradizionale, in particolare negli Stati Uniti e in Canada.

Gli investigatori hanno puntato i riflettori su quello che la magistratura canadese definisce, sin dagli anni Settanta, il “Siderno Group of Organized Crime”: una struttura mafiosa con ramificazioni in Canada, negli Usa e in Australia, alimentata storicamente dai flussi migratori provenienti da Siderno e da centri limitrofi della provincia reggina. Un’organizzazione che, pur operando con ampia autonomia nei territori d’insediamento, mantiene – secondo l’impianto accusatorio – un vincolo di dipendenza organizzativa rispetto ai “Locali” calabresi e all’organo di vertice denominato “Provincia”.

In questo schema, le compagini radicate all’estero non sarebbero entità separate, ma proiezioni della casa madre: ne replicano regole, gerarchie e ritualità, assicurando continuità operativa e coesione strategica.

Sei anni di cooperazione con l’FBI

Le indagini, sviluppate tra il 2019 e il 2025, sono il frutto di una cooperazione internazionale strutturata e continuativa con il Federal Bureau of Investigation. L’FBI ha fornito un supporto investigativo decisivo per ricostruire i collegamenti tra il Locale di Siderno e le sue articolazioni estere, consentendo di delineare flussi informativi, ruoli e funzioni.

Nel quadro delineato dagli inquirenti, è stata ulteriormente confermata l’operatività del Locale di Siderno e la sua centralità nelle dinamiche criminali transnazionali. Sono emersi, inoltre, elementi ritenuti significativi sull’esistenza della “’ndrina di contrada Mirto”, sub-articolazione interna al Locale.

Secondo l’ipotesi accusatoria, all’interno dell’organigramma avrebbe assunto una posizione di vertice la cosca Commisso, ramo “Scelti”, con un ruolo apicale attribuito ad Antonio Commisso, classe 1980, in ragione della latitanza in Canada del padre Francesco (classe 1956) e della detenzione dello zio Giuseppe (classe 1947).

Il ponte criminale con Albany

Di particolare rilievo sono gli sviluppi sul fronte statunitense. Tra i soggetti oggetto di approfondimento investigativo figura Frank Albanese, residente negli Stati Uniti, ritenuto dagli inquirenti membro della struttura organizzativa riconducibile ai Commisso e punto di riferimento della proiezione della cosca stabilmente operante ad Albany, nello Stato di New York.

Allo stesso viene contestato un ruolo di raccordo stabile tra il Locale di Siderno, la diramazione di Albany e quella canadese. Secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe garantito il flusso informativo tra i vertici e gli affiliati, fornendo sostegno materiale e morale a latitanti rifugiati in Canada e curando le relazioni tra la ’ndrangheta e altre organizzazioni criminali attive tra Italia e Stati Uniti.

Un sistema, quello ipotizzato, fondato su una rete relazionale capace di muoversi con disinvoltura tra continenti, sfruttando legami familiari, imprenditoriali e comunitari.

Un procedimento ancora in corso

L’inchiesta si trova nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento, tutti gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

Resta, tuttavia, l’ennesima fotografia di una ’ndrangheta che continua a dimostrarsi organizzazione globale, capace di coniugare radicamento territoriale e proiezione internazionale. Un modello criminale che, a partire da un centro della Locride, si è trasformato nel tempo in una rete transnazionale stabile, resiliente e in grado di adattarsi ai mutamenti geopolitici ed economici.

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