3 Maggio 2026, domenica
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Muore a 38 anni precipitando da un lucernario: ennesima tragedia sul lavoro in Toscana

A Pieve Santo Stefano, nell’Aretino, l’operaio Marco Cacchiani stava eseguendo la manutenzione di un impianto di climatizzazione. Il cedimento improvviso della copertura in plexiglass lo ha fatto cadere da sette metri. Indagini in corso sulle misure di sicurezza.

Un volo di sette metri, improvviso, senza scampo. È morto così, nel primo pomeriggio di venerdì 20 febbraio, Marco Cacchiani, operaio di 38 anni, precipitato dal lucernario sul quale stava lavorando all’interno di un’azienda a Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo era impegnato in un intervento di manutenzione sull’impianto di climatizzazione quando la superficie in plexiglass della copertura avrebbe ceduto all’improvviso sotto il suo peso. Il materiale, spesso scambiato per una struttura solida ma in realtà fragile se non adeguatamente protetto, non avrebbe retto, aprendo un varco nel vuoto. La caduta da circa sette metri non gli ha lasciato scampo: l’impatto al suolo è stato fatale, e il decesso sarebbe avvenuto sul colpo.

I soccorsi e le indagini

L’allarme è scattato intorno alle 13. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118 con l’ambulanza infermierizzata della zona e l’elisoccorso, atterrato nelle vicinanze dello stabilimento. Ogni tentativo di rianimazione si è però rivelato inutile.

Accanto ai soccorritori sono arrivati anche i carabinieri e i tecnici della Asl, in particolare il personale del servizio Pisll (Prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro), chiamato a verificare la dinamica dell’incidente e il rispetto delle normative in materia di sicurezza. Saranno gli accertamenti tecnici a stabilire se il lucernario fosse adeguatamente protetto, se fossero presenti dispositivi anticaduta e se l’operaio stesse operando con tutte le misure previste dalla legge.

Un rischio noto nei cantieri industriali

Le coperture industriali in materiale plastico o vetroso rappresentano da tempo uno dei punti più critici nei lavori in quota. I lucernari, spesso integrati nelle superfici dei tetti per garantire illuminazione naturale, possono apparire stabili ma non sono progettati per sopportare il peso di una persona. In assenza di idonee protezioni – come parapetti, reti di sicurezza o linee vita – il rischio di sfondamento è elevato.

L’ennesima morte bianca riporta al centro del dibattito il tema della prevenzione nei luoghi di lavoro, soprattutto nei settori della manutenzione e dell’impiantistica, dove gli interventi in quota sono frequenti e talvolta sottovalutati.

Una comunità sotto shock

La notizia ha rapidamente attraversato la Valtiberina, lasciando sgomenta la comunità locale. Marco Cacchiani, 38 anni, era conosciuto in zona. La sua morte si aggiunge a una lunga scia di incidenti che continuano a segnare il mondo del lavoro in Italia, sollevando interrogativi sull’efficacia dei controlli e sulla cultura della sicurezza.

Mentre la magistratura valuterà eventuali responsabilità, resta il dramma umano di una vita spezzata durante una giornata di lavoro come tante. Una tragedia che riaccende, ancora una volta, il faro su un’emergenza che non accenna a diminuire.

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