4 Aprile 2026, sabato
HomeItaliaCronacaCuore “bruciato” in volo: il caso Domenico scuote la sanità italiana

Cuore “bruciato” in volo: il caso Domenico scuote la sanità italiana

Dal trasporto con ghiaccio secco alle omissioni comunicative in sala operatoria: due procure al lavoro tra Bolzano e Napoli, sei indagati ma la lista potrebbe allungarsi. Gli ispettori del ministero setacciano cartelle e procedure.

C’è una stanza d’ospedale a Napoli dove il tempo sembra essersi fermato. Accanto al letto del piccolo Domenico, due anni appena, sua madre veglia in silenzio. Attorno, invece, il tempo corre: tra atti giudiziari, relazioni tecniche, ispezioni ministeriali e interrogativi che pesano come macigni. Il trapianto di cuore che avrebbe dovuto salvarlo si è trasformato in un caso nazionale, una vicenda che intreccia scienza e responsabilità, organizzazione e comunicazione, errore umano e protocolli.

Oggi le procure coinvolte sono due: quella di Bolzano e quella di Napoli. Sei le persone iscritte nel registro degli indagati nel capoluogo campano, tra medici e personale sanitario. Ma il numero potrebbe crescere. Sul tavolo degli inquirenti c’è un dettaglio che dettaglio non è: il ghiaccio.

Il viaggio dell’organo e il nodo del ghiaccio

Secondo quanto emerso finora – anche dall’indagine interna dell’Ospedale Monaldi – il cuore espiantato a Bolzano e destinato al piccolo paziente sarebbe stato trasportato in un contenitore refrigerato riempito, o rabboccato, con ghiaccio secco anziché con ghiaccio tradizionale. Una scelta che avrebbe provocato il congelamento dell’organo e un danno irreversibile ai tessuti.

Il punto non è soltanto tecnico. È procedurale. Chi ha deciso? In quale momento? Con quali verifiche? E soprattutto: si è trattato di un errore individuale o di una falla sistemica nella catena di conservazione e consegna?

La procura di Bolzano ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, ipotizzando responsabilità colpose per lesioni in ambito sanitario. L’iniziativa è seguita a una denuncia di Federconsumatori Napoli. Gli atti altoatesini sono destinati a confluire a breve nell’inchiesta partenopea, dove già si indaga sulle fasi successive del trapianto.

I due uffici giudiziari lavorano in stretto coordinamento, avvalendosi dei Nas di Napoli e Trento. L’obiettivo è uno solo: ricostruire, minuto per minuto, la traiettoria del cuore — dall’espianto alla sala operatoria — e individuare eventuali responsabilità lungo la catena.

Il “punto di non ritorno”

Ma il ghiaccio non è l’unico nodo. A Napoli, sotto la lente c’è anche la gestione clinica e comunicativa dell’intervento. Quando il cuore è arrivato in sala operatoria, il piccolo Domenico aveva già subito l’espianto del suo organo malato. Solo allora ci si sarebbe accorti che quello donato era ormai inutilizzabile.

«Esiste un “no way point”, un punto di non ritorno – spiega l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi – che non dovrebbe essere superato prima di avere la certezza assoluta della funzionalità dell’organo in arrivo. Chi ha operato è un chirurgo di riconosciuta esperienza e non si aspettava di trovarsi tra le mani un cuore compromesso. Se quel limite non fosse stato oltrepassato, il bambino sarebbe tornato a casa con una cicatrice in più».

Il cuore è stato comunque impiantato, ma non ha mai ripreso a battere autonomamente. Da allora Domenico è sostenuto dall’Ecmo, il macchinario che supplisce alle funzioni cardiache e respiratorie, una tecnologia salvavita ma non una soluzione definitiva.

In questo snodo drammatico si concentra un altro interrogativo: vi è stato un deficit comunicativo tra l’équipe partita da Napoli e la struttura altoatesina? E, una volta rilevato il danno, vi erano alternative percorribili prima di superare il punto critico dell’intervento?

L’ispezione ministeriale

Intanto a Napoli lavorano gli ispettori inviati dal ministro della Salute Orazio Schillaci. La missione è chiara: verificare protocolli, procedure, tempistiche, scambi informativi. Dopo la tappa campana, l’ispezione si sposterà a Bolzano per completare la ricostruzione da consegnare al ministero.

Nel frattempo, l’Heart Team allargato — con specialisti pediatrici di rilievo nazionale — ha espresso parere negativo su un nuovo trapianto, ritenendo al momento il bambino non operabile. Una decisione che pesa come un macigno sulle speranze della famiglia.

I legali di Domenico, Francesco Petruzzi e Angelo Riccio, hanno richiesto formalmente tutta la documentazione clinica: cartelle, verbali, relazioni tecniche. Finora, spiegano, l’unico documento completo visionato è una relazione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù; dell’ospedale napoletano sarebbero stati consultabili soltanto i bollettini medici.

Parallelamente, associazioni italiane e straniere si sono attivate per ottenere ulteriori pareri specialistici. «Dobbiamo capire — sottolinea Petruzzi — se esista ancora una possibilità clinica per riportare il bambino nelle condizioni di affrontare un trapianto».

Un caso che interroga il sistema

Al di là delle responsabilità individuali, il caso solleva una questione più ampia: la sicurezza e la standardizzazione delle procedure nei trapianti interregionali. Il trasporto di un organo è una corsa contro il tempo, regolata da protocolli rigorosi. Ogni passaggio — temperatura, tempi di ischemia, modalità di conservazione — è determinante.

Se verrà accertato che un errore di conservazione ha compromesso l’organo, la riflessione non potrà limitarsi alla singola scelta operativa. Dovrà estendersi alla formazione, ai controlli incrociati, alla tracciabilità delle decisioni. E alla comunicazione tra équipe, che in medicina ad alta complessità è parte integrante della cura.

Per ora, però, c’è una sola priorità: fare chiarezza. Per la famiglia, che chiede verità e documenti. Per la magistratura, che cerca responsabilità. Per il sistema sanitario, chiamato a dimostrare che un errore — se errore c’è stato — non sia il sintomo di una fragilità più profonda.

E per Domenico, che continua a lottare sospeso tra macchine e speranza, mentre attorno a lui il Paese attende risposte.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti