2 Ottobre 2026, venerdì
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Furti a raffica nel Centro-Nord, sgominata banda “camaleontica”: 13 indagati, 8 in carcere

Maxi operazione dei Carabinieri tra Liguria, Toscana e Piemonte: oltre 80 colpi ricostruiti e un bottino da 400mila euro. Base operativa in un campo Sinti a Sarzana

Una rete organizzata, mobile e capace di trasformarsi per sfuggire ai controlli: è questo il profilo dell’associazione per delinquere sgominata all’alba dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale della Spezia, al termine di un’articolata indagine che ha portato all’esecuzione di misure cautelari in otto province italiane.

Il blitz, scattato nelle prime ore della mattina tra La Spezia, Torino, Massa Carrara, Prato, Pistoia, Lucca, Pisa e Novara, ha coinvolto circa 120 militari, supportati da reparti specializzati – dalle Squadre Operative di Supporto ai nuclei di pronto intervento, fino agli esperti in cyber investigazioni – impegnati simultaneamente in arresti e perquisizioni.

Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla Procura della Spezia e culminata in un’ordinanza del Gip emessa il 19 marzo 2026, un gruppo composto da 13 persone – nove uomini e quattro donne – accusate di associazione per delinquere finalizzata a una lunga serie di furti in abitazione. Per otto indagati è scattata la custodia cautelare in carcere, mentre gli altri cinque restano indagati a piede libero.

La base operativa del sodalizio è stata individuata a Sarzana, all’interno di un campo riconducibile a una famiglia Sinti di origine piemontese da tempo stabilitasi nello Spezzino. Secondo gli investigatori, due membri rivestivano il ruolo di vertice – promotori e organizzatori – mentre gli altri undici, di età compresa tra i 25 e i 49 anni, costituivano la manovalanza: esecutori dei furti, ma anche addetti alla logistica, alla ricettazione della refurtiva, alla fornitura di mezzi e al monitoraggio di eventuali attività investigative.

L’indagine ha preso avvio nel gennaio 2025, quando una serie ravvicinata di furti e tentativi di intrusione – spesso ai danni di anziani – aveva generato forte allarme tra la popolazione della provincia spezzina e della Lunigiana. Gli investigatori hanno individuato analogie con un precedente filone investigativo, risalente al 2019 e denominato “Settimo comandamento”, riuscendo così a ricostruire i primi tasselli dell’organizzazione.

Nel corso degli accertamenti sono stati documentati oltre 80 episodi tra colpi riusciti e tentati, distribuiti tra Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna, per un danno complessivo stimato in più di 400mila euro. Contestualmente, sono emersi ulteriori reati, tra cui ricettazione e violazioni della normativa sulle armi.

Particolarmente sofisticato il modus operandi del gruppo, descritto dagli inquirenti come “camaleontico”. I membri della banda utilizzavano veicoli – spesso rubati – dotati di targhe contraffatte, realizzate artigianalmente replicando quelle di mezzi identici ma intestati a ignari cittadini. Non solo: per confondere eventuali testimoni e sistemi di sorveglianza, cambiavano più volte abbigliamento nel corso della stessa giornata, arrivando a uscire al mattino con determinati vestiti e rientrare la sera completamente trasformati. Una strategia applicata anche all’equipaggiamento da motociclista, con caschi e giubbotti tecnici diversi a seconda delle ore.

Le perquisizioni, ancora in corso, hanno già portato al sequestro di numerosi beni ritenuti di provenienza illecita: preziosi, denaro contante, veicoli, elettrodomestici, armi e capi di abbigliamento.

Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, saranno trasferiti nelle case circondariali competenti. Un’operazione che segna un duro colpo a un’organizzazione radicata e particolarmente attiva, capace per mesi di mettere a segno decine di colpi seminando paura in un ampio territorio del Centro-Nord.

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