C’è voluta una giocata d’autore, di quelle che sfidano il tempo e la fatica, per scardinare l’ostinazione del Pisa e spezzare un tabù che rischiava di farsi ossessione. Il Milan passa 2-1 all’Arena Garibaldi, inaugura la 25ª giornata di Serie A con una vittoria sofferta e preziosa, e si riporta provvisoriamente a cinque lunghezze dall’Inter. La firma è quella di Luka Modric, che all’85’ disegna la traiettoria che vale tre punti e ambizioni.
Una perla che illumina una serata complicata. Perché contro il Pisa, ultimo in classifica ma tutt’altro che arrendevole, i rossoneri hanno dovuto sudare, sprecare e persino tremare prima di ritrovare il sorriso.
Primo tempo a scacchi, poi l’incornata
Massimiliano Allegri sceglie la prudenza: Leao e Pulisic partono dalla panchina, attacco leggero con Loftus-Cheek alle spalle di Nkunku. Il piano è palleggio e controllo, ma il primo tempo è un lungo studio reciproco. Il Pisa di Henrik Hiljemark si compatta, difende basso e punge quando può, affidandosi alla generosità di Stojilkovic.
Il Milan manovra senza trovare varchi, finché al 39’ la trama si fa verticale e precisa: cross di Athekame, inserimento perfetto di Ruben Loftus-Cheek e colpo di testa che batte Nicolas, terzo portiere chiamato agli straordinari dopo gli stop di Semper e Scuffet. È l’1-0 che sembra indirizzare la serata.
L’errore che riapre tutto
Nella ripresa Allegri alza il peso offensivo inserendo Niclas Fullkrug. L’impatto è immediato: un gol annullato e, soprattutto, un rigore al 55’ per fallo di Loyola su Pavlovic. Dal dischetto, però, il centravanti tedesco apre troppo il destro: palla fuori, Arena che si accende.
L’errore cambia l’inerzia emotiva. Il Pisa, rimasto in trincea per oltre un’ora, trova energia e coraggio. Al 71’ la partita si rimette in equilibrio: respinta corta di Gabbia, tap-in di Loyola, ed è 1-1. Il Milan si scopre fragile, nervoso, e rischia di ripiombare nella “maledizione” contro le neopromosse che aveva già lasciato punti sanguinosi per strada.
La luce di Modric
Allegri getta nella mischia Leao e Pulisic, ma la svolta nasce ancora dal centro. All’85’ Modric scambia stretto con Ricci, si infila tra le linee e con un destro preciso infila Nicolas. Non è solo un gol: è un gesto tecnico che racconta leadership, visione e freddezza. All’andata era stato assist, al ritorno è firma personale contro il Pisa.
Nel finale il Pisa tenta l’assalto disperato inserendo Durosinmi, ma l’unico sussulto è l’espulsione di Rabiot al 92’: doppio giallo, prima per un fallo, poi per proteste. Un’ingenuità che non cambia il risultato ma peserà nelle prossime scelte.
Classifica e prospettive
Il 2-1 consegna al Milan tre punti pesanti: 53 in classifica, a -5 dall’Inter, con la speranza di accorciare ulteriormente in vista degli incroci imminenti e del recupero col Como. Il Pisa resta fanalino di coda a quota 15, ma esce tra gli applausi per orgoglio e compattezza.
Per i rossoneri, invece, resta l’immagine di Modric che alza lo sguardo e decide. In una stagione fatta di rincorse e inciampi, serviva un lampo. È arrivato dal più esperto, nel momento in cui la notte rischiava di farsi lunga.
