Le Borse europee aprono la seduta con passo cauto, all’indomani dei nuovi record messi a segno dai listini internazionali e con gli investitori concentrati sulla stagione delle trimestrali. A Milano il Ftse Mib, tornato sui livelli più alti dal dicembre del 2000, oscilla intorno alla parità, mentre Piazza Affari digerisce i conti di due protagonisti del risiko bancario: Mediobanca e Monte dei Paschi di Siena. Se Piazzetta Cuccia viene premiata dal mercato, la banca senese paga invece un’accoglienza fredda nonostante utili e dividendi da primato.
In avvio il Ftse Mib segna un moderato +0,09%. Poco mossi anche gli altri principali listini europei: Francoforte cede lo 0,04%, Parigi avanza dello 0,21%, Madrid arretra dello 0,08% e Londra dello 0,11%. Fuori dall’Europa, Tokyo aggiorna i massimi storici con il Nikkei in rialzo del 2,3% a quota 57.650 punti, mentre Wall Street arriva da una nuova seduta record trainata dal rimbalzo del comparto tecnologico.
Banche sotto la lente
I conti tengono banco soprattutto nel settore bancario. Mediobanca ha chiuso il semestre luglio-dicembre 2025 con un utile netto di 512,6 milioni di euro, in calo del 22,3% su base annua, penalizzato da costi straordinari per 110,3 milioni legati alle offerte pubbliche di scambio e all’allineamento ai criteri contabili di Mps. L’utile netto consolidato dei sei mesi si attesta a 622,9 milioni (-5,6%), ma il mercato guarda oltre i numeri e premia la solidità del gruppo e la politica di remunerazione degli azionisti: la proposta di dividendo sale a 0,63 euro per azione, con un incremento del 13%. Il titolo avanza di oltre il 2%.
Decisamente più complessa la reazione su Monte dei Paschi. La banca senese archivia il 2025 con un utile netto di 2,75 miliardi di euro, in crescita del 17,7% rispetto agli 1,95 miliardi del 2024. Considerando anche il contributo del quarto trimestre di Mediobanca, l’utile netto di gruppo sale a 3,03 miliardi. Numeri solidi, accompagnati dall’annuncio di un dividendo di 0,86 euro per azione per un ammontare complessivo superiore a 2,6 miliardi. Eppure il mercato resta scettico: il titolo scivola fino al -3,2% in apertura, per poi ridurre le perdite intorno al -1,8%.
Attesa per la Fed e dati Usa
Sul fronte macroeconomico l’attenzione resta puntata sulla Federal Reserve. Il mercato scommette su tassi invariati almeno fino a giugno, in attesa delle indicazioni del prossimo governatore designato, Kevin Warsh. Domani riflettori puntati sul rapporto sull’occupazione statunitense di gennaio: le attese parlano di un dato più debole del previsto, con un rallentamento nella creazione di nuovi posti di lavoro.
Sul mercato valutario l’euro si muove poco sopra quota 1,19 dollari, mentre continua il rafforzamento dello yen, sostenuto dalla crescente domanda di beni rifugio.
Oro debole, energia stabile
Materie prime senza grandi scossoni. Il petrolio resta sostanzialmente stabile: il Brent scambia a 69 dollari al barile (+0,13%), il Wti a 64 dollari (-0,13%). Debole l’oro, mentre il gas naturale ad Amsterdam arretra lievemente a 33,4 euro al megawattora. Elevata la volatilità sulle criptovalute: il Bitcoin resta sotto la soglia dei 70mila dollari, in calo dell’1%.
Sul fronte obbligazionario lo spread Btp-Bund apre invariato a 60,9 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,43%.
Il lusso torna protagonista
A sostenere Piazza Affari è infine il comparto del lusso, galvanizzato dai conti di Kering e dal rinnovato appetito degli investitori per i titoli premium. Brunello Cucinelli avanza di circa il 2%, Moncler guadagna l’1,9%, riportando il settore sotto i riflettori dopo settimane di andamento più incerto.
Una seduta, dunque, all’insegna della prudenza: tra utili record che non sempre convincono e mercati sospesi tra la spinta dei massimi storici e le incognite macroeconomiche globali.
