Il tam tam corre sul web, con il lessico e l’immaginario dell’area anarchica, e finisce per incrociare le indagini su una serie di sabotaggi ferroviari che sabato mattina hanno paralizzato collegamenti tra Bologna e le Marche. A rilanciarli è un testo apparso su sottobosko.noblogs, spazio che si presenta come “canale informativo” delle esperienze di lotta in Italia, “arboree e non”. Un messaggio che, per toni e contenuti, rafforza l’ipotesi degli investigatori: dietro gli assalti ai binari ci sarebbe una matrice anarchica.
Il post non si limita a commentare. Rivendica, legittima e incita. “Chi sabota è nemico dell’Italia”, si legge, rovesciando una narrazione che fa del gesto un atto di conflitto politico. Il riferimento temporale è esplicito: “La mattina del 7 febbraio, giorno della cerimonia inaugurale dei Giochi della Vergogna di Milano-Cortina 2026, ben tre linee ferroviarie sono state sabotate e bloccate fino al pomeriggio”. Un passaggio che colloca i danneggiamenti nel quadro di una campagna contro l’evento olimpico, indicato come simbolo di un modello di sviluppo da colpire.
La parte più allarmante, per gli inquirenti, è l’appello finale: “armarsi degli strumenti della clandestinità, della decentralizzazione del conflitto e della moltiplicazione dei suoi fronti”, fino allo slogan conclusivo, “Fuoco alle Olimpiadi e a chi le produce”. Un invito che, nella lettura degli investigatori, va oltre la propaganda e assume i contorni dell’istigazione.
Il testo intreccia poi richiami a precedenti azioni: viene citata, in parte, la rivendicazione dei sabotaggi alle linee Tgv alla vigilia dei Giochi di Parigi 2024, e si attacca la stagione dei decreti sicurezza, descritti come appuntamenti “praticamente semestrali” per “stringere le reti della repressione e soffocare qualunque dissenso”. Un repertorio già visto nella galassia antagonista, che usa eventi globali e grandi opere come catalizzatori del conflitto.
Sul fronte giudiziario, dopo la convalida del sequestro dei reperti con l’ipotesi di attentato alla sicurezza dei trasporti, l’attenzione si concentra ora sugli elementi tecnici. I laboratori della Scientifica analizzeranno i frammenti dell’ordigno incendiario entrato in funzione e, soprattutto, quello rimasto inesploso, alla ricerca di tracce papillari e biologiche utili a risalire agli autori. Un lavoro delicato, che punta a trasformare la propaganda in responsabilità penale.
Immediata e durissima la reazione politica. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha affidato ai social la risposta del governo: “Faremo di tutto per chiudere i covi di questi criminali, per inseguire e stanare questi delinquenti ovunque si nascondano, per metterli in carcere e contrastare chi li difende. Evviva le Olimpiadi, simbolo di un’Italia che costruisce, che emoziona, che non si arrende”.
Mentre il dibattito si accende, resta il dato di fatto: i sabotaggi hanno colpito un’infrastruttura essenziale e riaperto il fronte della sicurezza in vista di Milano-Cortina 2026. Tra indagini, rivendicazioni online e scontro politico, il conto alla rovescia verso i Giochi si intreccia già con una sfida che va ben oltre lo sport.
