5 Ottobre 2026, lunedì
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Milano-Cortina 2026, Ghali e Rodari aprono i Giochi nel segno della pace

Alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali il rapper legge Promemoria di Gianni Rodari in tre lingue. Un gesto simbolico che richiama la tregua olimpica e accende il dibattito sull’universalità dei messaggi culturali

Alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, tra coreografie spettacolari e ritualità istituzionali, a colpire è stato soprattutto un momento di sobrietà e forza simbolica. A firmarlo è stato Ghali, chiamato a dare voce a un messaggio di pace attraverso le parole di Gianni Rodari, uno dei grandi maestri della letteratura italiana del Novecento.

Il rapper ha scelto di leggere Promemoria, poesia apparentemente semplice ma carica di significati universali, incastonandola nel cuore di un evento globale che, per tradizione, richiama il principio della tregua olimpica: la sospensione dei conflitti nel nome dello sport e dell’umanità condivisa. «Ci sono cose da non fare mai, per esempio, la guerra», è il verso che più di tutti ha risuonato nell’arena, trasformando la poesia in una dichiarazione politica nel senso più alto del termine.

Ghali ha recitato il testo in italiano, inglese e francese, le tre lingue che gli hanno consentito di raggiungere un pubblico internazionale e trasversale. Un gesto pensato per amplificare il messaggio oltre i confini nazionali, ma che non ha mancato di sollevare polemiche. Nei giorni precedenti alla cerimonia, infatti, l’artista aveva espresso pubblicamente il proprio rammarico per non aver potuto leggere la poesia anche in arabo, lingua che fa parte della sua identità personale e culturale e che, a suo avviso, avrebbe reso il messaggio ancora più inclusivo e universale.

La scelta di Rodari non è stata casuale. Promemoria è una poesia che, nella sua struttura elementare e quasi infantile, oppone alla violenza la quotidianità, alla guerra l’idea di un’umanità fatta di gesti semplici, sogni, silenzi e cura. Inserirla nel contesto olimpico significa ribadire che lo sport, come la poesia, può essere uno spazio di sospensione del conflitto e di immaginazione di un mondo diverso.

Il momento firmato da Ghali si è così imposto come uno dei passaggi più significativi dell’intera cerimonia: un intervento essenziale, lontano da effetti speciali, capace però di parlare a milioni di spettatori con la forza disarmante delle parole. In un tempo segnato da guerre e tensioni globali, l’apertura dei Giochi di Milano-Cortina 2026 ha scelto di affidarsi a un poeta e a un artista per ricordare che, almeno per un istante, esistono ancora cose da non fare mai. E la guerra è la prima della lista.

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