Cavi tranciati nei pressi della stazione centrale di Bologna, traffico ferroviario paralizzato per ore e ritardi a catena su una delle infrastrutture più strategiche del Paese. È quanto accaduto nelle ultime ore nel nodo bolognese, dove Digos e Polfer hanno avviato un’indagine su quello che, secondo le prime valutazioni investigative, potrebbe essere un atto doloso di sabotaggio.
L’episodio ha avuto conseguenze immediate e pesanti sulla circolazione: treni Alta Velocità, Intercity e Regionali hanno accumulato ritardi fino a 90 minuti, mentre per i convogli regionali non sono mancati cancellazioni e limitazioni di percorso. Bologna, crocevia fondamentale dei collegamenti nord-sud ed est-ovest, si è ritrovata ancora una volta punto nevralgico di un’emergenza che ha avuto ripercussioni sull’intera rete nazionale.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti in corso, alcuni cavi elettrici sarebbero stati tranciati deliberatamente in un’area tecnica prossima alla stazione. Una modalità che fa pensare a un’azione mirata e non a un guasto accidentale. I tecnici di Rete Ferroviaria Italiana, dopo il nulla osta della Polfer, sono intervenuti per mettere in sicurezza l’area e ripristinare la funzionalità degli impianti. La circolazione sulla linea sotterranea dell’Alta Velocità è stata progressivamente riattivata per le Frecce da e per Milano e Verona; successivamente, a conclusione dei lavori, anche i collegamenti AV verso Venezia torneranno a transitare nella stazione sotterranea.
Ma l’episodio bolognese non è isolato. Gli investigatori stanno infatti valutando un possibile collegamento con altri due gravi danneggiamenti avvenuti quasi in contemporanea su linee ferroviarie italiane, proprio nei giorni di avvio dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina. Una coincidenza temporale che ha acceso l’attenzione degli apparati di sicurezza.
Sulla linea ordinaria Bologna-Padova è stato individuato e rimosso un ordigno rudimentale collocato in prossimità di uno scambio; sulla tratta Alta Velocità della stessa direttrice sono stati invece troncati cavi elettrici all’interno di un pozzetto. Un terzo episodio si è verificato sulla Bologna-Ancona, nel territorio di Pesaro, dove una cabina elettrica ha preso fuoco, provocando ulteriori disagi alla circolazione.
Tre azioni diverse per modalità, ma accomunate dal medesimo contesto temporale e dalla scelta di colpire infrastrutture sensibili. Per questo motivo, tra le ipotesi al vaglio degli investigatori prende corpo quella di un’azione dimostrativa di matrice anarchica o antagonista, sul modello di quanto avvenuto in Francia nel 2024 in occasione delle Olimpiadi di Parigi, quando la rete ferroviaria fu oggetto di attacchi coordinati.
Al momento non ci sono rivendicazioni ufficiali né elementi conclusivi, e gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. Tuttavia, la ripetitività degli episodi e la loro collocazione strategica rafforzano il sospetto di una regia comune. L’obiettivo, secondo chi indaga, potrebbe essere quello di attirare attenzione mediatica e istituzionale colpendo simbolicamente il sistema dei trasporti in un momento di particolare visibilità internazionale per il Paese.
Le indagini proseguono su più fronti, tra analisi tecniche, verifiche sui sistemi di videosorveglianza e monitoraggio dei circuiti estremisti. Intanto, l’allerta resta alta: perché quando a essere colpita è la rete ferroviaria, il danno non è solo infrastrutturale, ma tocca direttamente la mobilità, la sicurezza e la credibilità del sistema-Paese.
