4 Ottobre 2026, domenica
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Smantellata a Potenza Picena “POTENTIA”, la rete dello spaccio guidata da un calabrese

Nove arresti tra Marche e Calabria per traffico di cocaina, armi e tentativi di furto. L’indagine partita dalla denuncia di una madre coraggio mette in luce un’organizzazione radicata e sofisticata.

Nelle prime ore della mattinata, Carabinieri di Macerata, con il supporto delle unità di Ancona, Fermo e Cosenza, del Nucleo Cinofili di Pesaro e del 5° Nucleo Elicotteri di Pescara, hanno dato esecuzione a 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere. I provvedimenti, emessi dal G.I.P. del Tribunale di Ancona su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, in collaborazione con la Procura di Macerata, hanno colpito un’organizzazione criminale dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti, principalmente cocaina, nei comuni di Potenza Picena e Civitanova Marche.

Le indagini, condotte dall’Aliquota Operativa della Compagnia di Civitanova Marche tra marzo 2024 e settembre 2025, hanno ricostruito una rete capillare di spaccio, guidata da un soggetto di origini calabresi, ben radicato sul territorio. Il gruppo era punto di riferimento per numerosi acquirenti, tra cui cittadini comuni e professionisti insospettabili.

L’operazione prende le mosse dalla coraggiosa denuncia di una madre esasperata dalle continue richieste di denaro del figlio tossicodipendente. Il capo del sodalizio, per recuperare il credito, aveva contattato direttamente la donna, intimorendola.

Dalle indagini è emerso un quadro impressionante: quattro distinti canali di approvvigionamento dello stupefacente, collegati a soggetti di origine albanese, nordafricana e a un pregiudicato legato alla criminalità campana; oltre 200 cessioni documentate di cocaina, hashish e marijuana; cinque arresti in flagranza; e la disponibilità di armi da fuoco. Sequestrati 300 grammi di cocaina e 2 kg tra hashish e marijuana.

Il gruppo aveva anche pianificato un tentativo di furto a un bancomat con esplosivo, metodo della “marmotta”, sventato grazie all’intervento delle forze dell’ordine.

Al vertice della struttura, un pregiudicato calabrese appartenente a una famiglia legata alla ‘Ndrangheta, coordinava approvvigionamento, distribuzione e gestione finanziaria dei proventi dello spaccio, tramite la moglie titolare di una nota tabaccheria. Il fratello del promotore aveva compiti di supervisione e coordinamento sugli altri indagati.

Gli acquirenti avevano piena consapevolezza di rivolgersi a un’unica organizzazione: in caso di esaurimento delle scorte, gli spacciatori li indirizzavano verso altri membri del sodalizio. La tecnica prevalente era lo spaccio itinerante, con scambi in luoghi diversi per eludere controlli, accompagnati da comunicazioni criptate via WhatsApp o telefono. La strategia del gruppo prevedeva approvvigionamenti mirati e diversificati, minimizzando rischi economici in caso di sequestri.

Il sodalizio esercitava un controllo capillare sul territorio, conoscendo le targhe dei veicoli civili delle forze dell’ordine e potendo contare su fiancheggiatori pronti ad avvisare la presenza delle forze di polizia.

Nell’operazione odierna, oltre ai 9 destinatari delle misure cautelari, due indagati sono stati trovati in possesso di armi con matricola abrasa: un revolver con cinque colpi e una pistola Beretta 98 cal. 9×21 con due caricatori e ulteriori 50 proiettili, sequestrate a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

I provvedimenti cautelari, adottati in fase di indagini preliminari, riguardano persone considerate presunte innocenti fino a sentenza definitiva. L’operazione, denominata “POTENTIA” in riferimento all’antico nome di Potenza Picena, mette in luce l’efficienza investigativa e il radicamento di un’organizzazione criminale capace di muoversi tra Marche e Calabria con precisione e coordinamento.

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