Il decreto Transizione 5.0 è legge. La Camera dei deputati ha dato il via libera definitivo alla conversione del decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175, con 156 voti favorevoli, 115 contrari e 4 astenuti, sancendo così l’entrata in vigore delle nuove misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili.
Il provvedimento, approvato con modificazioni nel corso dell’iter parlamentare, rappresenta uno dei pilastri della strategia del Governo per accompagnare il sistema produttivo italiano nella doppia transizione digitale ed ecologica, rafforzando al contempo gli strumenti di tutela degli interessi strategici nazionali.
Accanto agli interventi a sostegno dell’innovazione industriale e dello sviluppo delle rinnovabili, il decreto introduce infatti importanti novità sul fronte del golden power. Tra i criteri che legittimano l’esercizio dei poteri speciali dello Stato entra ufficialmente anche la sicurezza economica e finanziaria, ampliando il perimetro di valutazione oltre i tradizionali ambiti della difesa e della sicurezza nazionale.
Una modifica significativa riguarda in particolare il settore finanziario. Per l’attivazione dei poteri speciali nei confronti di banche e assicurazioni sarà necessario, in via preliminare, acquisire il parere delle Autorità europee competenti. La norma prevede inoltre che l’esercizio del golden power sia subordinato, sul piano temporale, al completamento dei procedimenti pendenti dinanzi alle istituzioni Ue responsabili degli aspetti prudenziali e concorrenziali, vale a dire la Banca centrale europea e la Commissione europea.
Con il voto finale di Montecitorio si chiude così l’iter parlamentare di un decreto che intreccia politica industriale, transizione energetica e tutela degli asset strategici, ridefinendo il ruolo dello Stato in un contesto economico sempre più interconnesso e sensibile agli equilibri finanziari europei.
