12 Febbraio 2026, giovedì
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Putignano, il mondo alla rovescia: il Carnevale celebra il Paradosso

Dal 1° al 17 febbraio 2026 la 632ª edizione di uno dei Carnevali più antichi d’Europa trasforma la città in un teatro a cielo aperto: sette grandi carri, arte in cartapesta, filosofia, musica e ospiti d’eccezione per raccontare le contraddizioni del presente

Putignano è pronta a lasciarsi attraversare, ancora una volta, dall’energia irripetibile del suo Carnevale. Un rito collettivo che affonda le radici nella storia e che, nel 2026, raggiunge il traguardo straordinario della 632ª edizione, confermandosi tra le manifestazioni carnevalesche più antiche e longeve d’Europa. Non una semplice festa, ma un patrimonio vivo, costruito e custodito da una comunità che, anno dopo anno, rinnova la propria identità culturale attraverso l’arte, la satira e la condivisione.

Il cuore pulsante della manifestazione batterà nelle grandi sfilate in maschera, in programma domenica 1, sabato 7, domenica 15 e martedì 17 febbraio 2026, quando le strade del centro storico si trasformeranno in un vero e proprio palcoscenico urbano. Qui la tradizione incontra il presente, dando forma a uno spettacolo capace di parlare a pubblici diversi, senza mai rinunciare alla profondità.

Anche per questa edizione, la direzione filosofica e culturale è affidata ad Andrea Colamedici, che prosegue il suo percorso di rilettura contemporanea del Carnevale di Putignano. Un lavoro che intreccia filosofia, arte e pensiero critico, mantenendo un dialogo costante con la comunità locale e con lo sguardo di chi arriva da fuori, curioso di scoprire un Carnevale che non si limita all’intrattenimento, ma invita a riflettere.

Il tema: il Paradosso

Il filo conduttore del 2026 è Il Paradosso, racchiuso nel claim “Dove tutto è il contrario di tutto”. Una lente potente per osservare le contraddizioni del nostro tempo e trasformarle in slancio creativo. Il Carnevale, per sua natura, è da sempre il luogo simbolico del mondo alla rovescia: uno spazio in cui il potere viene messo in discussione, le gerarchie si incrinano e la fragilità può diventare forza.

A incarnare perfettamente questo spirito è la cartapesta, simbolo identitario di Putignano: materiale leggero ed effimero che, grazie al sapere artigiano, si fa monumentale. Ogni carro diventa così un paradosso vivente, sospeso tra precarietà e grandezza, tra ironia e denuncia. Un invito a sostare nella tensione fertile che nasce dall’incontro degli opposti: ordine e caos, tradizione e innovazione, peso e leggerezza.

I carri: arte, mestiere e visione

Saranno sette i grandi carri allegorici in concorso, pronti a sfilare per le vie cittadine e a contendersi il titolo dell’edizione 2026, affiancati da un ottavo carro fuori concorso, dal titolo emblematico Il Factotum dell’Inconcludenza. Ogni opera nasce da un processo lungo e meticoloso: dalla progettazione alla costruzione dell’armatura in ferro, fino ai modelli in argilla e alla stratificazione paziente di gesso, cartapesta e colla di acqua e farina, per arrivare alla pittura e alle rifiniture finali.

Protagonisti di questo lavoro sono i Mastri Cartapestai di Putignano, artigiani e artisti insieme, depositari di un sapere che si tramanda di generazione in generazione. A loro spetta il compito di tradurre in forme e immagini le grandi questioni del presente. I carri affronteranno temi complessi e spesso scomodi: eutanasia, turistificazione, sfruttamento animale, ludopatia, disabilità, intelligenza artificiale, femminicidio, offrendo una narrazione visiva che unisce denuncia, simbolismo e immaginazione.

Gli ospiti: musica, ironia e contaminazioni

Il programma artistico accompagna le sfilate con una proposta musicale e performativa ricca e trasversale. Sul palco si alterneranno il soul pop elegante di Nina Zilli, l’energia di BigMama, il rap raffinato di Madman e le sonorità identitarie del Canzoniere Grecanico Salentino, custode e innovatore della tradizione musicale del Sud.

Spazio anche allo spettacolo e alla parola, con l’ironia dissacrante di Auroro Borealo e il romanticismo anticonvenzionale di Renzo Rubino, protagonista di serenate urbane e di un concerto intimo in piano e voce. Non mancheranno i momenti dedicati al ballo e alla club culture, tra elettronica, set queer ed eclettici, e format irriverenti come Lacrima Party e Non Farcela Party, dove l’imperfezione diventa motivo di festa e condivisione.

Un Carnevale sempre più accessibile

Il Carnevale di Putignano 2026 prosegue e rafforza il suo percorso verso un evento sempre più inclusivo e accessibile. Workshop tattili dedicati alle persone non vedenti, LIS performer durante i concerti e percorsi facilitati testimoniano una visione che considera la partecipazione un diritto di tutti, senza barriere.

In questo intreccio di storia e contemporaneità, il Carnevale di Putignano si conferma non solo come festa, ma come spazio di libertà, riflessione e comunità, dove il paradosso diventa chiave per leggere il presente e immaginare, anche solo per un attimo, un mondo diverso. Dove, davvero, tutto può essere il contrario di tutto.

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