Un’operazione antiterrorismo che, secondo il Viminale, ha disarticolato una struttura operativa riconducibile a Hamas attiva sul territorio nazionale. È questo il quadro delineato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nel corso di un’informativa urgente alla Camera dei deputati sugli sviluppi dell’inchiesta che vede al centro l’imam Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia.
Piantedosi ha ricostruito l’operazione condotta il 27 dicembre dalle forze di sicurezza, frutto di una complessa attività investigativa avviata su impulso della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e coordinata dalla Procura distrettuale di Genova. Le indagini, portate avanti congiuntamente da Polizia di Stato e Guardia di finanza, hanno condotto all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di nove persone, accusate di associazione con finalità di terrorismo, anche di carattere internazionale. Due indagati risultano attualmente irreperibili.
Al centro dell’inchiesta figura Mohammad Hannoun, cittadino giordano residente da anni a Genova e considerato una figura di riferimento dell’associazionismo filopalestinese in Italia. Secondo l’ipotesi accusatoria illustrata dal ministro, Hannoun non sarebbe stato soltanto un attivista politico, ma il vero e proprio vertice della cellula italiana di Hamas, con un ruolo di coordinamento e indirizzo delle attività della rete.
I legami con Torino e le associazioni “pseudo-caritative”
Nel corso della stessa informativa, Piantedosi ha posto l’accento su un ulteriore elemento ritenuto particolarmente rilevante dagli inquirenti: i collegamenti tra l’imam di Torino Mohamed Shahin e l’organizzazione riconducibile ad Hannoun. Shahin, destinatario di un provvedimento di espulsione per motivi di sicurezza dello Stato, avrebbe intrattenuto rapporti con alcuni esponenti di associazioni definite “pseudo-caritative” filopalestinesi, che secondo le autorità fungevano da copertura per attività di supporto alla rete terroristica.
Tali soggetti, ha spiegato il ministro, sarebbero parte integrante della medesima struttura investigata e sono stati arrestati insieme a Hannoun nell’ambito dell’inchiesta per terrorismo internazionale. Le autorità ritengono dunque sussistenti e documentati i collegamenti operativi e ideologici tra l’imam torinese e il gruppo facente capo al presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia.
Un’indagine che apre un fronte interno
L’informativa del ministro ha restituito l’immagine di una minaccia articolata, capace di mimetizzarsi nel tessuto associativo e caritativo, sfruttando canali apparentemente leciti per sostenere finalità terroristiche. Un quadro che, secondo il Viminale, conferma l’attenzione massima delle istituzioni sul fronte della sicurezza interna e sulla necessità di intercettare e neutralizzare tempestivamente ogni forma di radicalizzazione organizzata sul territorio nazionale.
