Una nuova, violenta ondata di attacchi russi ha colpito nella notte diverse aree dell’Ucraina, con Kharkiv ancora una volta al centro dei bombardamenti. I droni d’attacco e i missili lanciati da Mosca hanno raggiunto infrastrutture civili, impianti di produzione energetica e, fatto particolarmente grave, anche una struttura pediatrica. Il bilancio provvisorio è pesante: quattro morti e sei feriti.
Secondo quanto riferito dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un messaggio pubblicato su X, l’offensiva notturna è stata di dimensioni eccezionali. «Quasi 300 droni d’attacco, per la maggior parte Shahed, insieme a 18 missili balistici e 7 missili da crociera, sono stati lanciati contro l’Ucraina», ha scritto il capo di Stato, sottolineando l’intensità e la portata dell’operazione.
A Kharkiv, una delle città più esposte fin dall’inizio del conflitto per la sua posizione strategica e geografica, gli attacchi hanno colpito non solo obiettivi considerati sensibili dal punto di vista militare, ma anche infrastrutture residenziali e civili. La distruzione di edifici e servizi essenziali, unita al danneggiamento degli impianti energetici, rischia di aggravare ulteriormente la situazione della popolazione locale.
Il raid sulla struttura pediatrica rappresenta uno degli aspetti più drammatici dell’offensiva: un colpo che riaccende l’attenzione internazionale sul costo umano del conflitto e sulla vulnerabilità dei civili, in particolare dei più piccoli, in una guerra che continua a segnare profondamente il territorio ucraino.
