Prosegue la mobilitazione del mondo agricolo europeo contro l’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur. Oltre 350 agricoltori, a bordo dei loro trattori, hanno sfilato nelle strade di Parigi per manifestare un netto dissenso verso un’intesa che, secondo i sindacati di categoria, rischia di mettere in ginocchio l’agricoltura continentale.
Alla protesta hanno partecipato esponenti della Fédération nationale des syndicats d’exploitants agricoles (Fnsea) e dei Young Farmers, giunti nella capitale francese per far sentire la propria voce a pochi giorni da una data cruciale: il 17 gennaio, quando il trattato dovrebbe essere formalmente firmato. Un accordo che promette di abbattere barriere doganali e facilitare gli scambi con i Paesi dell’America Latina, ma che solleva forti preoccupazioni sul piano della concorrenza, degli standard ambientali e della tutela delle produzioni locali.
La manifestazione parigina si inserisce in un contesto politico europeo tutt’altro che compatto. L’Italia ha espresso parere favorevole all’intesa, mentre Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda hanno dichiarato la propria contrarietà, sottolineando i rischi per il settore agricolo e zootecnico. Il Belgio, invece, ha scelto la strada dell’astensione, confermando un clima di incertezza e divisione all’interno dell’Unione.
I trattori in marcia lungo i boulevard parigini sono diventati il simbolo di una protesta che va oltre i confini francesi: una richiesta di maggiore equilibrio tra apertura dei mercati e salvaguardia delle economie rurali europee. Con l’avvicinarsi della firma, la tensione resta alta e il confronto tra istituzioni e agricoltori appare destinato a intensificarsi.
