14 Febbraio 2026, sabato
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Groenlandia: I Paesi Nordici Rispondono a Trump, “Nessuna Nave Russa o Cinese Nella Regione”

Le affermazioni sull’attività militare di Mosca e Pechino smentite dai diplomatici nordici e dal ministro degli Esteri norvegese

In risposta alle dichiarazioni di Donald Trump sulla crescente attività militare di Russia e Cina intorno alla Groenlandia, i Paesi nordici hanno categoricamente smentito tali affermazioni. Secondo quanto riportato dal Financial Times, diplomatici nordici con accesso ai briefing dell’intelligence della NATO hanno confermato che, negli ultimi anni, non sono stati rilevati movimenti significativi di navi o sottomarini russi e cinesi nelle acque circostanti l’isola.

Le parole dei funzionari nordici vanno in direzione opposta rispetto alle preoccupazioni espresse da Trump riguardo a una possibile espansione dell’influenza di Mosca e Pechino nell’Artico, e in particolare nei pressi della Groenlandia, area strategicamente rilevante per le sue risorse naturali e il controllo delle rotte marittime. Nonostante l’interesse crescente di Russia e Cina per la regione, i diplomatici nordici hanno chiarito che le operazioni nelle vicinanze della Groenlandia sono estremamente limitate.

A conferma di questa posizione, anche il ministro degli Esteri norvegese, Espen Barth Eide, ha preso posizione contro le affermazioni di Trump. In un’intervista rilasciata alla emittente statale NRK, Eide ha dichiarato: “Non è corretto affermare che ci siano molte operazioni da parte di Russia o Cina nei pressi della Groenlandia. Certo, c’è attività nei nostri dintorni, ma in quella zona specifica ce n’è pochissima”.

Queste dichiarazioni mettono in evidenza una crescente divergenza tra le percezioni di Washington e quelle dei Paesi nordici, che sembrano sottovalutare o minimizzare le preoccupazioni americane per una crescente militarizzazione della regione. L’Artico, infatti, è diventato un punto di contesa geopolitica, ma secondo i diplomatici nordici, le presenze russe e cinesi non giustificherebbero il livello di allarme sollevato dalla Casa Bianca.

Mentre gli Stati Uniti sembrano concentrati sul rafforzamento della propria presenza nell’Artico per contrastare l’influenza di Mosca e Pechino, i Paesi nordici sembrano preferire una gestione più cauta e una maggiore attenzione al dialogo e alla cooperazione internazionale nella regione.

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