17 Febbraio 2026, martedì
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La protesta dei trattori paralizza Milano: fieno davanti alla Centrale e traffico in tilt

Mobilitazione degli agricoltori

Milano si è svegliata ostaggio dei trattori. Una colonna di mezzi agricoli ha invaso il cuore della città, mandando in tilt la circolazione e trasformando piazza Duca d’Aosta, davanti alla stazione Centrale e a pochi passi dal Consiglio regionale lombardo, nel simbolo di una protesta che da settimane attraversa il mondo agricolo italiano ed europeo.

Decine di agricoltori hanno raggiunto il capoluogo lombardo a bordo dei loro trattori, bloccando strade e accessi strategici. Clacson spiegati, bandiere tricolori al vento e, soprattutto, balle di fieno scaricate sull’asfalto davanti alla Centrale: un gesto plateale e altamente simbolico per denunciare quello che i manifestanti definiscono l’ennesimo attacco alla sopravvivenza delle aziende agricole.

Al centro della mobilitazione c’è il trattato di libero scambio tra Unione europea e Mercosur, contro il quale si sono schierate le sigle promotrici della protesta, Coapi e Riscatto agricolo Lombardia. Secondo gli organizzatori, l’accordo favorirebbe la speculazione internazionale e finirebbe per penalizzare tanto gli agricoltori quanto i cittadini, sia europei sia sudamericani, mettendo in concorrenza produzioni soggette a regole, costi e controlli profondamente diversi.

La denuncia è netta: l’apertura dei mercati, spiegano i manifestanti, rischia di comprimere ulteriormente i prezzi riconosciuti ai produttori, già schiacciati dall’aumento dei costi e dalla forza contrattuale dei grandi gruppi della distribuzione. «Chiediamo un prezzo giusto, per chi produce e per chi consuma», è il messaggio scandito in piazza, insieme alla richiesta di indicazioni chiare sull’origine dei prodotti, controlli efficaci e certi contro i trust e le pratiche speculative.

La protesta ha avuto ripercussioni immediate sulla città, con rallentamenti e blocchi del traffico in una delle zone più nevralgiche di Milano, proprio mentre migliaia di pendolari affluivano alla stazione Centrale. Disagi inevitabili, rivendicati però come parte di una mobilitazione che punta a riportare l’agricoltura al centro del dibattito politico e a ottenere risposte concrete dalle istituzioni.

Quella andata in scena a Milano non è solo una manifestazione di categoria, ma il segnale di un malessere più ampio che attraversa le campagne: una richiesta di tutele, trasparenza e dignità economica che gli agricoltori promettono di continuare a far sentire, anche a costo di paralizzare le città.

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