L’incendio che ha devastato “Le Constellation” a Crans-Montana durante i festeggiamenti di Capodanno ha lasciato il segno: in Svizzera, nei primi tre giorni del 2026, si è assistito a un vero e proprio boom di acquisti di prodotti antincendio. Secondo i principali e-shop del Paese, le vendite di rilevatori di fumo sono più che raddoppiate rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Non sono da meno le coperte antincendio, le cui vendite sono quadruplicate, e gli estintori, addirittura quintuplicati.
La corsa alla sicurezza coinvolge cittadini e commercianti. Online, molti utenti raccontano le proprie iniziative: c’è chi ha comprato sei rilevatori di fumo per il proprio appartamento in affitto, senza alcun contributo del proprietario, chi invece contatta tecnici specializzati per verificare il corretto funzionamento degli impianti antincendio. La società svizzera Primus, che installa mediamente 50.000 estintori all’anno, segnala di aver ricevuto centinaia di richieste di controllo nei giorni successivi al rogo. A chiedere interventi sono soprattutto titolari di locali pubblici, bar e discoteche, spaventati dall’incidente di Crans-Montana, come riferisce Olivier von Rotz dell’azienda.
Dal punto di vista normativo, la Svizzera prevede obblighi specifici: devono dotarsi di estintore solo coloro che abitano in case isolate o lontane dai vigili del fuoco, prive di idranti nelle vicinanze. Gli edifici costruiti dopo il 2015 sono generalmente considerati sicuri grazie alle porte tagliafuoco. Per gli stabili pubblici, invece, gli estintori devono essere accessibili e visibili, e la loro manutenzione – a carico del proprietario – è obbligatoria almeno ogni tre anni.
Il rogo di Capodanno ha dunque acceso una nuova attenzione verso la prevenzione: tra paura e responsabilità, cittadini e gestori di locali scelgono di non lasciare nulla al caso, rendendo la sicurezza antincendio una priorità condivisa in tutta la Confederazione.
